Se ti sei cimentato con
lo studio del portoghese saprai già quanto questa lingua, sebbene
all'inizio possa sembrare poco intelligibile a causa della sua
pronuncia simile al russo, è in realtà molto docile per noi italiani (e per gli altri neolatini in genere), visto che la morfologia e la sintassi sono quasi identiche
e il vocabolario è molto affine. Anche l'apprendimento dei verbi,
soprattutto se hai studiato il latino, ti sarà sembrata una
bazzecola: quelli irregolari sono pochissimi, le desinenze sono grosso modo intuibili, i modi e i tempi
sono quasi uguali ai nostri e si usano quasi nello stesso modo.
Quasi, perché c'è un verbo che sfugge alla comprensione di chi non
è lusofono.
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venerdì 17 gennaio 2020
IL VERBO DELL'INCERTEZZA
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Portogallo
giovedì 30 gennaio 2014
PARLEZ-VOUS PORTUGUÊS?
L'argomento di questo
post è talmente sfaccettato e può essere proposto in così tante
maniere che mi è addirittura difficile stilare un'impalcatura dei
contenuti. Detto terra terra, non so da dove cominciare. Quindi
eccoti una sfilza di incipit che poi, volendo, puoi ricostruire in un
testo che ti riscrivi tu. Così almeno ti eserciti nella scrittura.
Mica devo scrivere solo e sempre io, che diamine!
giovedì 12 dicembre 2013
PORTUNGLÊS
Ti racconto un aneddoto. Due gangues novaiorquinas (quindi degli EUA) si sfidarono a basqueta in una garagem, ma lì sotto faceva così caldo che la maquilhagem delle supporter in ganga si scioglieva come fosse impasto di panquecas. Tutto chiaro? Va be', te lo riscrivo in “italiano”.
venerdì 4 ottobre 2013
UN COMMONWEALTH ALLA PORTOGHESE
Dimentica la regina
d’Inghilterra, il casato di Windsor, la lingua inglese, la sterlina in tutte le
sue declinazioni e tutto il corredo di britannicume che imperversa nelle ex
colonie di sua maestà. Dimenticalo, ma prima dammi il permesso di ricordartelo:
il Commonwhealth. Sai cos’è, vero? È quell’organismo internazionale che racchiude
l’Inghilterra e (quasi) tutte le sue ex colonie, con un intento di cooperazione
economica e democratica (diritti umani e quelle robe lì). Che c’entra con
Lisbona? Mo te lo dico.
venerdì 23 agosto 2013
“PORTOGHESE” A CHI?
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| Fonte: qui |
Sei salito sull’autobus senza timbrare
il biglietto? Sei entrato al cinema senza pagare il biglietto? Ti sei abboccato
a una festa senza essere stato invitato? Allora, secondo un modo di dire molto
diffuso in Italia, sei un “portoghese”. Ma non permetterti di dirlo in mia
presenza altrimenti vai dritto al CTO (Centro Traumatologico Ortopedico).
sabato 17 novembre 2012
IL PORTOGHESE? SOMIGLIA AL BRASILIANO
Se a uno dei tanti decerebrati
che affollano il mondo chiedi che lingua si parla negli Stati Uniti, per quanto
decerebrato non ti risponderà lo statunitense; così come non ti dirà l’austriaco
nel caso dell’Austria, il belga nel caso del Belgio o il messicano nel caso del
Messico. Però se chiedi che lingua si parla in Brasile, molto probabilmente…
domenica 22 aprile 2012
C'È DISACCORDO SULL'“ACORDO”
L'altro giorno, su uno
sciagurato volo easyJet Lisbona-Roma, dietro di me cinque ventenni,
chiaramente studentesse universitarie di buona famiglia lisboeta,
discettavano sull'ortografia di alcune parole portoghesi molto
comuni, corrispondenti all'italiano “contattare” o “fatto”.
Se non conoscessi certi retroscena lusitani, le avrei bollate come
ignoranti, invece è esattamente il contrario: erano ben informate. E
sai perché?
sabato 21 gennaio 2012
EU FALO PORTUGUÊS
Buon per te se parli una lingua straniera, saprai sicuramente quanto giova all'autostima. Ma se la parli molto bene, saprai anche che non la parlerai mai abbastanza bene quanto vorresti, checché ne dicano i tuoi amici madrelingua che ti assicurano che la parli benissimo. Di cosa sto parlando? Ecco.
lunedì 9 gennaio 2012
TÈ INGLESE? NO, PORTOGHESE
Oggi voglio fare il
saputello e dirti un paio di cose che sicuramente non sai. Intanto
accendi il bollitore e tira fuori una bustina di tè. Naturalmente
non tè bianco o rosso, che nei provinciali scaffali dei supermarket
italiani, a differenza di quelli lusitani, non esiste. Va bene anche
un volgarissimo tè nero. Fatto? Bene, in attesa che l'acqua cominci a
bollire, andiamo avanti.
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lunedì 2 gennaio 2012
"ADORO OS ITALIANOS"
Mentre il nostro Silvio
s'intestardiva a tenere il suo culo flaccido (cit.: Minetti) sullo
scranno presidenziale nonostante l'incombente default, l'ammirazione
che i portoghesi hanno sempre tributato agli italiani stava
pericolosamente tramutandosi in dileggio. In quei mesi era davvero
imbarazzante dichiarare di essere italiano, poiché esponeva
puntualmente a un commento salace o a una plateale risata. Fino a
qualche tempo prima, però, ho potuto verificare più volte quanto
gli italiani qui siano benvisti. Per esempio:
venerdì 16 dicembre 2011
FICA
Quello dei falsi amici è un fenomeno molto noto tra chi conosce le lingue straniere. Si tratta di parole simili o identiche a quelle di un’altra lingua ma dal significato completamente diverso. Tra l’italiano e il portoghese ci sono molti “falsi amici”: burro ad esempio significa somaro, birra vuol dire capriccio, prego chiodo, esquisito strano e così via, fino ad arrivare al preferito da tutti gli italiani, che non appena lo sentono (o più facilmente leggono) cominciano a ridere sguaiatamente e a fare battute idiote da militari in libera uscita.
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