venerdì 20 luglio 2012

ESPLICAZIONE SULLE ESPLANADAS


Immagina la seguente scena: io che lavoro (cioè scrivo cazzate, e chi mi conosce personalmente sa di cosa sto parlando) comodamente seduto su una sedia e un tavolino davanti al mio nuovo ultrabook e, soprattutto, davanti al classico panorama lisboeta e a una bica. Dove sono? Ma è ovvio, sono in una esplanada.

Mi è sempre parsa strana l’inesistenza in italiano di un termine corrispondente a esplanada, visto che l’abitudine di sedere ai tavolini all’aperto di bar e ristoranti è tipicamente mediterranea. Mi parve altrettanto strana, dieci anni fa, nonostante il clima mite e lo stile di vita molto affine al nostro, la scarsa presenza a Lisbona di spazi di tal fatta. Le uniche esplanadas in città erano quelle dei miradouros di Santa Catarina e di Portas do Sol, nonché quattro o cinque lungo l’avenida da Liberdade, queste ultime caratterizzate dal classico aspetto sordido per turisti sprovveduti, come quelle che ancora resistono lungo la nostra via Veneto, per farti capire.

Nel volgere di pochi anni però, questa lodevole abitudine si è diffusa come una malattia infettiva in tutti gli angoli della città, rendendola ancora più piacevole e accogliente. La stessa rivista Time Out Lisboa qualche mese fa dedicava la copertina e un intero articolo alle nuove esplanadas di Lisbona, facendo notare nell’editoriale che fino a quattro o cinque anni addietro i tavolini all’aperto erano una rarità in città. Adesso invece è un fiorire di esplanadas. Non c’è piazzetta che non vanti il suo chiosco coi tavolini, bar che non stenda davanti alla porta distese di deschi metallici, ristoranti che da aprile a ottobre e magari anche nelle assolate giornate invernali ignori i propri locali interni, per i quali suppongo paghino anche un affitto moderatamente salato, per dedicarsi solo ed esclusivamente ai clienti che si mettono a mangiare o bere al sole. E poi hotel che aprono le proprie terrazze a tutti, invitando a sedersi ai tavolini con vista cielo e fiume, nuovi bar che hanno solo spazi all’aperto: insomma, se il tuo locale non ha una esplanada nemmeno viene preso in considerazione (ma in realtà le eccezioni ci sono).

Quindi è superfluo dire che quando sono a Lisbona, per le mie sessioni di lavoro e di scrittura, ho un’amplissima scelta di location all’aperto. E naturalmente col mio ultrabook, oltre che scrivere cazzate e/o aggiornare questo blog per il mio e il tuo sollazzo, posso anche ulteriormente cazzeggiare su internet, visto che dove c’è una esplanada hai la certezza matematica che c’è anche una rete wi-fi gratis. L’ho sempre detto e lo ripeto: è così bello cazzeggiare a Lisbona.

4 commenti:

  1. Già, bel lavoro allora il tuo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è tutto oro quel che luccica. Purtroppo.

      Elimina
  2. ma hai visto come è cambiata martim moniz con tutte quelle esplanadas? e anche largo do intendente.
    ah! e per fortuna in molte esplanadas danno le coperte ;)

    RispondiElimina
  3. Sì, infatti mi ero ripromesso di parlare anche di Martim Moniz. L'Intendente devo ancora visionarlo :-)

    RispondiElimina