martedì 25 agosto 2015

FRUTTI DI MARE? NO, D'OCEANO

Fonte: qui

Qualche settimana fa, appena atterrato a stomaco vuoto dall'ennesimo volo Lisbona-Roma, sono andato a rifocillarmi nella trattoria sarda del mio quartiere con un piatto di spaghetti ai frutti di mare. Sicuramente, poiché mi fido dei proprietari, le cozze non provenivano dalle acque ricchissime di residui chimici dei canali di scolo di Marghera o dell'Illva di Taranto, dove i pescatori di frodo raccolgono nottetempo i mitili da smerciare lungo lo stivale. Però, mannaggia, non erano nemmeno le cozze dell'Atlantico.

In Portogallo, visto che l'oceano è di casa (“à beira mar plantado”, come dice il poeta), vongole, cozze e gamberetti, cioè i frutti di mare, cioè i mariscos, sono sempre freschi e succulenti, quasi vivi e pulsanti. Solo che non sono famosissimi. Infatti, messi in ombra dal pesce, dal baccalà, dai dolci e dalle altre ghiottonerie lusitane, è difficile che l'avventore straniero vi dedichi le sue attenzioni. E invece dovrebbe, perché questi simpatici animaletti marini la cui vita finisce ahimé in padella riempiono -oltre alla citata padella e ai nostri stomaci- un capitolo di varie pagine nell'immaginaria enciclopedia della gastronomia lusitana.

Sulle tavole portoghesi fanno infatti sfoggio di sé tante piccole prelibatezze al sapore di mare, e quelle che conosciamo noi italiani non sono nulla se paragonate a quelle portoghesi. Perché qui c'è l'oceano, signori miei! Che dire delle amêijoas, grosse vongole carnose e succulente (che nella versione alla bulhão pato danno il meglio di sé)? O vogliamo citare i camarões, i gamberi, già sgusciati e soffritti che s'imbevono di olio bollente? Oppure le ostriche, fresche e carnose? Oppure ti posso parlare dei percebes, quegli strani artigli di pterodattili che altro non sono che colonie di molluschi che crescono sugli scogli. Oppure il re dei mariscos, quella sapateira (granchio) da sgusciare e da spolpare a forchettate. Sono tantissime le varietà della cui esistenza ero all'oscuro. Oltre agli ovvi gamba, lagosta e lagostim (gambero, aragosta e aragostina), ci sono búzios, carabineiros, canilhas, lavagantes, santolas, navalheiras, eccetera, che non so nemmeno come si chiamano in italiano. Tutti da provare.

Va detto però che in genere un pranzo a base di mariscos non è economico: a Lisbona difficilmente si spendono meno di 30 euro, e spesso si arriva anche a 50, mentre in alcune località di mare meno trendy ce la si può cavare anche con una ventina di euro. In città ho i miei indirizzi in cui so di trovare molluschi in cui posso affondare con fiducia i miei incisivi: sono i mercati in cui si mangia (Campo de Ourique e da Ribeira), la marisqueria Pinóquio, in piena Praça dos Restauradores, e soprattutto la cervejaria Ramiro, all'inizio dell'Avenida Almirante Reis, proprio di fronte al Largo do Intendente.

Qui vongole, gamberetti e altre creature di cui come detto ignoro la denominazione nella mia lingua madre fanno resuscitare i morti. Ma, visto l'olio abbondante in cui sguazzano e di cui fette di pane preventivamente e saggiamente abbrustolite s'imbeveranno, mettono a dura prova i succhi gastrici impegnati a smaltire il tutto. Ma si sa, ogni godimento ha il suo prezzo.

12 commenti:

  1. E' una delle cose che più mi manca della mia città. Il mio regno per un piatto di Berbigões. Se non l'hai mai fatto ti consiglio una bella escursione gastronomica a Sesimbra e/o Setubal.
    L.S.

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    1. Escursione gastronomica a Sesimbra e/o Setubal? La organizzo subito! Pancia mia fatti capanna!

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  2. A Sesimbra ho mangiato i linguerões migliori.
    Ti segnalo altri posti da me testati piu' volte, e approvati: O Palácio de Alcântara proprio vicino alla stazione dei treni Alcântara Terra a Lisbona, Marisco na Praça nella piazza del mercato coperto di Cascais, e un posto ad Ericeira (Ribamar) dove ti portano una mariscada (per 4) de "chorar por mais" e anche un ottimo riso con pezzi di aragosta.
    Mi manca Ramiro, ma si e' capito che sono una fan dei frutti di mare? :)

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    1. Di te mi fido a occhi chiusi, elle ;-)
      A proposito, cosa sono i lingueroes? Non conosco...

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    2. Lingueiroes o canivetes sono alcuni dei nomi che si danno ai cannolicchi.
      L.S.

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  3. Caro Graziano, ti ringrazio per le splendide spiegazioni e curiosità che ci offri su questa bella ed intrigante città, devo ammettere che anche un po' per le tue descrizioni ho deciso di andare a visitarla.. Per me sarà la prima volta e ovviamente in 5 giorni non è che potrò visitarla in modo soddisfacente, ma come si dice: " bisogna pur cominciare "... Visto che il lato enogastronomico mi interessa molto, vorrei da te, ma anche da chi ti legge, qualche consiglio su dove potermi sedere a tavola e non sentirmi un "turista", ti ringrazio anticipatamente o meglio OBRIGADO!
    Rufus :)

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    1. Obrigado a te, Rufus!
      Io non sono molto amante dei pasti fuori casa, quindi forse non sono la persona più indicata per darti informazioni affidabili in tal senso.
      Tuttavia, comincia pure dagli indirizzi citati in questo post, dove i turisti sono praticamente assenti. Poi puoi dare uno sguardo al mio post "Il tour dell'iperglicemia", dove si parla di pasticcerie (argomento nel quale al contrario mi sento una piccola autorità) e poi vai alla ricerca di tascas (trattorie) nei quartieri meno battuti dai turisti, come la centralissima Madragoa o i più distanti Ajuda, Penha de França o Alvalade, per citarne alcuni. Poi dimmi :-)
      Buon viaggio!

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    2. Grazie Graziano! ho già preso appunti dai tuoi interessantissimi post...(la pasticceria è anche una mia passione) ;) vorrà dire che cercherò di seguire sia loro che il mio "naso"!! Ti farò sapere
      Rufus

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    3. Certo, Rufus. E se scopri delle perle nascoste, metticene al corrente! ;-)
      Boa viagem e boa estadia!

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  4. Al mercato di pesce di Cascais ho messo in dubbio tutta la mia vita e mi e' venuto letteralmente da piangere. Ed ho pianto. . .Obrigado per riportare le belle emozioni, Graz ;)

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    1. Grazie a te, Mihaela. Ero sicuro che ti sarebbe piaciuto tutto di Lisbona (e dintorni, vedo) :-D

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