sabato 3 marzo 2012

GLI SPACCIATORI DI RUA MARECHAL SALDANHA



Confesso che, pur non avendo mai fumato nemmeno una sigaretta e quindi essendo fuori target, sono sempre stato affascinato dagli spacciatori di Lisbona. Sarà per la temerarietà con cui operano, di giorno e di notte ma sempre alla luce del sole, sarà per quell'atteggiamento da bulletti del branco che diventano gattini se beccati a “lavorare” da soli, sarà quel che sarà, ma mi hanno sempre fatto tenerezza.

L'archetipo dello spacciatore made in Lisbon è il giovane di colore fra i 20 e i 30 anni, originario delle ex colonie africane (Capo Verde, Angola, Mozambico) e che presumibilmente abita negli allucinanti sobborghi della periferia più lontana e degradata; in genere sfoggia un turpiloquio slang, lo sputacchio continuo, lo sguardo torvo e strafottente, a i volte dreadlocks da rasta, e soprattutto esercita sempre in gruppo di tre o quattro elementi.

In genere gli spacciatori di Lisbona operano ovviamente di notte nel Bairro Alto, ma più volte sono stato avvicinato da tipi loschi anche a mezzogiorno in piena rua Augusta, la via principale della Baixa. Mi hanno sempre fatto un po' ridere: ti abbordano con fare platealmente sospetto sussurrando “ganza, boa ganza” (che evidentemente è il fumo), oppure “haxixe”, che è il grafema portoghese del fonema hashish. Però se c'è un posto in cui li trovi sempre, con la pioggia e con il sole, di mattina e di sera, e soprattutto dove giocano a carte scoperte, è a Santa Catarina.

Il miradouro de Santa Catarina è il ritrovo, tra le altre tipologie di esseri umani, degli sballati di Lisbona e naturalmente gli spacciatori lì hanno vita facile. In genere si piazzano lungo rua Marechal Saldanha, la stradina che collega il miradouro alla calçada do Combro e quindi al Bairro Alto e al Chiado, ma nel tardo pomeriggio, quando il miradouro è gremito, si mischiano anche tra la folla a smerciare la loro mercanzia.

Poiché casa mia è a qualche isolato dal miradouro, e poiché in genere preferisco evitare di passare per la calçada do Combro per non inspirare gli scarichi cancerogeni dei taxi che vanno in salita con la seconda, passo sempre al miradouro e quindi in rua Marechal Saldanha. In genere mi apostrofano con il loro “ganza, boa ganza, haxixe, haxixe”, ma io tiro dritto o al massimo dico “não, obrigado”. Invece una sera di qualche settimana fa uno spacciatore solitario mi chiede qualcosa a bruciapelo. Io non capisco e dico: “scusa, come hai detto?”. E lui mi ripete una parola mai sentita prima che naturalmente non ricordo. Avendo inteso dalla mia espressione interrogativa che continuavo a non capire, mi dice: “se hai una carta”. E poi: “Non fumi, vero?” E io: “no, mi spiace”. E lui, sorridendo : “Ah, allora scusa. E grazie”.

Mentre scendevo verso casa mi è venuto spontaneo pensare: che spacciatore gentile ed educato!

8 commenti:

  1. mio cognato è venuto a trovarci mesi fa e ha notato la stessa cosa! quando ha "rifiutato l'offerta" lo spacciatore gli fa: scusa, grazie!

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    1. Sarà stato lo stesso spacciatore? Oppure evidentemente trattano tutti come potenziali clienti :-)

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    2. Anche io ho la fortuna di vivere un po' a Lisbona (dico un po' perché ancora non so cosa ne sará di me alla fine di questo splendido erasmus) e tutte le volte che mi hanno offerto della droga, al mio "não, obrigada" la risposta é sempre stata la stessa: "desculpe".
      Penso proprio che siano "spacciatori educati".
      Complimenti per il tuo blog...

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    3. Ciao Veronica
      e benvenuta sul blog. In effetti le risposte degli spacciatori la dicono lunga sull'educazione media dei portoghesi, sicuramente più alta di quella degli italiani...
      Grazie per i complimenti :-)

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  2. ahah tutto ciò ha dell' incredibile, ma ci credo! anzi sono felice di sapere che esiste un posto in Europa neanche tanto distante da noi, dove anche gente da cui normalmente non ce lo si aspetta è educata! sto sempre più pensando di trasferirmi lì e dopo questa degli spacciatori mi hai praticamente convinta! :) Amo l'Italia ma molte volte non mi ci ritrovo, sono stufa di essere sempre in una situazione precaria pur conoscendo 3 lingue e sono diventata sempre più insofferente nei confronti di questa società italiana che si basa più sull'apparire che sull'essere.
    Avrei questa domanda da farti al riguardo, mi chiedevo se anche a Lisbona danno importanza all'immagine come succede spesso in Italia (suv, vestiti alla moda, ecc) e quali sono i valori in genere che accomunano la società lusitana? te lo chiedo perché è una cosa che mi preme molto. Questa città mi ha sempre ispirato visceralmente, e sento davvero che c'è qualcosa di indefinito che mi spinge lì... grazie mille e complimenti per il blog!

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  3. Ciao Virginie, e benvenuta a Lisbon storie.
    Prima di tutto grazie per i tuoi complimenti, che fanno sempre piacere :-) Poi rispondo alla tua domanda: no, non mi pare che i portoghessi siano così maniaci in fatto di immagine quanto gli italiani. O meglio: loro ritengono di sì, e molti miei amici si lamentano di questa ricerca spasmodica dell'apparire dei loro connazionali. Poi però quando dico loro che in Italia il fenomeno è molto più accentuato, non possono che darmi ragione. Addirittura una coppia di miei amici mi racconta che l'unica volta che vennero in Italia si sistemarono in un camping, e furono allibiti nel vedere come, a differenza loro che stavano sempre in maglietta, pantaloncini e ciabatte, gli italiani la sera uscivano dalle loro anguste tende canadesi vestiti di tutto punto, le donne con i tacchi a spillo e alcuni uomini addirittura con i frontini (erano gli anni 90, ogni decennio ha i propri orrori). D'altro canto c'è un'altra mia carissima amica che elogia gli italiani per la loro eleganza e considera i portoghesi sciatti. A me piace invece questo stile metropolitano-trasandato (shabby chic, direbbero le riviste di moda) che imperversa a Lisbona. E comunque sì, sotto questo aspetto sono molto più rilassati di noi italiani. Quindi ti troveresti a tuo agio.

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  4. Olá,


    Sou lisboeta de gema. Estou a aprender italliano e dei de caras com este blogue. Bravo. Mais do que interessante, escrito por alguém que conhece a fundo a minha/nossa cidade.

    Para aprender mais e melhor a vossa belissima língua, fui a Nápoles várias vezes. Uma cidade que se me tornou vital;

    Nao vivendo em Lisboa, poderia viver em Nápoles;

    parabéns pelo blogue e pela forma como está escrito. É um prazer ler os posts.

    Nao me atrevo a escrever em italiano, as vossas duplas consoantes sao impossíveis...

    Até breve



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    1. Olà Miguel!

      Obrigado pelo teu comentàrio, fiquei muito lisonjeado.
      E nao te preocupes com as consoantes duplas, jà sabemos que os portogueses nao sao muito dados :-)
      http://lisbonstorie.blogspot.it/2013/04/lenigmatico-caso-delle-doppie.html

      Até breve!

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