domenica 16 giugno 2013

A COSA PENSI SE DICO BELÉM?



Fonte: qui

Dal momento che quando l’estate si avvicina cominciano a fiorire test bislacchi, Lisbon storie -che com’è noto ha un’attrazione irresistibile per tutto ciò che è bislacco- oggi ti propone un approccio psicoattitudinale a uno dei quartieri più turistici di Lisbona. La domanda è: se ti dico Belém, qual è la prima cosa che ti viene in mente? Di seguito ecco i vari profili a seconda della risposta.

Pastéis de Belém. Scorno e disdoro su di te, la cui unica preoccupazione nella vita è ingozzarti incurante di cellulite, panza e lardo nonché dei costi che comporterai sulla collettività e sull’assistenza sanitaria, dal momento che ti aspetta un futuro di trigliceridi, colesterolo e carie. Almeno, però, sii adeguatamente preparato sulla tua passione gastrica leggendo qui.

Torre de Belém. Ti consiglio di tornare in seconda media, dove molto probabilmente si è interrotto il tuo percorso scolastico. Scommetto che la tua memoria è ferma alla foto del libro di geografia di quell’anno nella pagina introduttiva del Portogallo. L’unica cosa che sai della nazione è che a Lisbona c’è la Torre de Belém. Tutt’attorno, il nulla. Come nella tua testa.

Mostério dos Jerónimos. Di’ la verità, appartieni al profilo 1 e ti viene in mente quel capolavoro manuelino che è il Monastero dei Geronimiti (nella foto il chiostro) solo perché, intravedendolo mentre facevi la fila per le pastarelle, ti è venuta la curiosità di vedere cosa fosse quella costruzione immensa. Ci sei entrato scoprendo che è un gioiello di arte e architettura, che custodisce le spoglie di alcuni portoghesi che hanno fatto la storia e che è patrimonio Unesco. Però resti sempre un panzone.

Padrão dos Descobrimentos. Solo un ridicolo fascista può pensare a questo Monumento alle Scoperte fatto costruire da Salazar (e poi abbattuto e poi ricostruito) per la prima e unica esposizione del mondo portoghese nel 1940. Di buono c’è che la costruzione celebra l’epopea dei grandi navigatori portoghesi che scoprirono il mondo, di brutto c’è che dei tragicomici fascisti potrebbero annidarsi tra i lettori di Lisbon storie. L’unica possibilità di salvezza che ti do è che in alternativa potresti essere un fan di Lisa Stansfield.

CCB - Centro Cultural de Belém. Sei sicuramente una persona colta, sofisticata, che riesce ad apprezzare appieno tutto quello che succede nel CCB (capolavoro di architettura contemporanea che compie vent’anni proprio in queste settimane): una mostra d’arte contemporanea, uno spettacolo di musica classica o di danza sperimentale, la rilassata pacatezza del bar con vista Tago... Sì, hai capito, sto parlando di me.

Palácio Nacional de Belém. Dubito che ti possa venire in mente la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica, a meno che tu non sia portoghese. Però, se penso che molti italiani ignorano chi sia l’inquilino del Quirinale…

Jardim Botânico Tropical. Riconoscilo: sei un selvaggio e come tale senti il richiamo della foresta. E quindi in questo ricco, rigoglioso, verdeggiante giardino delle colonie d’oltremare ti senti nel tuo habitat, tra palme, ginko, pavoni e paciosi guardiani che strappano i biglietti d’ingresso. Però ora togliti quel patetico costume, Tarzan.

Museu dos coches. O sei una squinzia che ha visto troppe puntate di Lady Oscar o sei del segno del Leone e quindi hai un debole per tutto ciò che è maestoso, sontuoso e regale. Però in questo caso mettiti l’anima in pace: quando hanno progettato il nuovo Museo delle Carrozze, che l’anno prossimo sostituirà quello vecchio, non stavano pensando a te.

Colonna dei Távora. Sei un fine conoscitore del quartiere ma non mentire: lo sei solo grazie al relativo post di Lisbon storie. Quindi non darti troppe arie e torna a fare la fila per le pastarelle altrimenti perdi il turno. Ché come sai, qui a Lisbona le file le rispettano, non come quel paese farlocco da cui provieni!

26 commenti:

  1. Cristo. Pastis de Belem. Tra l'altro, scritto come l'ho scritto in questo commento.

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    1. Riprova e bara. Funziona sempre coi test.

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  2. Io mi accontenterei che i turisti italiani dicessero BELEM e non BELEN....da brividi!!!!

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    1. Ah ah ah, hai ragione! Ma del resto anch'io ho impiegato un po' per imparare a pronunciare "Belém" correttamente :-) Ma Belen no, 'n se po' senti'!

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  3. Pasteis de Belem. ..con la scusa che ti leggo facendo colazione! ;-)

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    1. Stai facendo colazione coi pastéis?! Ci trattiamo bene, eh? :-)

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  4. Il "museu da marinha" ed il "planetario"

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    1. Ho interpellato l'équipe di psicologi di Lisbon storie. Dicono che il tuo profilo è statisticamente irrilevante e quindi non è valsa la pena farne una disamina :-P

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    2. Peccato, essendo di Lx mi ricordo le gite scolastiche fatte sia al museo che al planetario.
      Un'altra cosa che ricordo con piacere della mia gioventù passata a Belém era l'autoscontro che stagionalmente si piazzava nei paraggi. Ci appostavamo nel vano tentativo di conoscere belle ragazze locali. :)

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    3. Essendo tu di Lisbona, devo dire che il tuo italiano è eccellente!
      Comunque non sono mai stato né al Museu da Marinha né al Planetario. E' grave? :-)

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    4. Grazie per i complimenti. Sono un "alfacinha" trapiantato in Italia da alcuni anni.
      Il "museu da marinha" merita di essere visto almeno una volta, principalmente se ti piace la Storia e le sue curiosità. Sinceramente non so se il planetàrio è ancora in funzione ma ho bei ricordi da ragazzo. E' stata un'ottima finestra che ha permesso alla generazione pre-internetiana di "vedere" la volta celeste, la Via Lattea ecc.

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    5. Farò un giro di ricognizione a Belém apposta. E naturalmente per coerenza ignorerò i pastéis.
      E visto che sei alfacinha (de gema?) presto arriverà un post sull'argomento, che mi era già stato richiesto a gran voce tempo fa.
      E obrigado :-)

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    6. Obrigado a te per il bel modo che hai nel divulgare Lisboa.
      Sono un alfacinha acquisito dopo il 25 Aprile del 74. Sono un "retornado" ma Lisboa è e lo sarà sempre la mia città. :)

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    7. Obrigado eu, anonimo alfacinha!

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  5. PASTEIS senza dubbio!
    e poi non essere così cattivo, io ci vado per le belle maioliche blu e per l'aria da latteria di piccolo centro di provincia! ...:) isa

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    1. Isa, ti credo giusto perché ti conosco. Se fossi stata un'anonima qualunque già ti avrei condannato alla cellulite eterna.

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  6. Mah, non saprei a questo punto. Mi viene in mente la Torre, i Pasteis, la Residenza Presidenziale, il Museo da Marinha e tutto ciò che hai elencato. Sono quindi una mistura di profili?
    Per la verità mi è venuto in mente Belém nei pressi del Rio delle Amazzoni, Brasile. Che consultando le mappe Google scopri che nella vecchia Colonia ce ne sono almeno altri 3 o 4 !!
    Ricordo la prima volta da quelle parti, quando sentivo i locali a pronuciare. Avrò anche pensato male ma io sentivo "belin", nota parolina in genovese....!!

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    1. Anche per te ho interpellato l'équipe di psicologi di Lisbon storie. Il responso: se ti viene in mente tutto hai gravi disturbi della personalità aggravati dal fatto che posponi Lisbona a una sperduta metropoli del Brasile.

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    2. Che responso terribile !! Vada per i disturbi della personalità, ma accusarmi di posporre Lisbona (giammai !!) ad una città della foresta pluviale.......

      Ad ogni modo ha ragione l'anonimo di Lisbona: il museo da marinha dovresti visitarlo, se ti interessi di storia e storie marinaresche.

      Sempre grazie per i tuoi interventi piacevoli. :-)

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    3. Va bene, mi avete convinto: visiterò il Museu da marinha (e poi magari ne scriverò un post).
      E grazie a te sia per il suggerimento sia per seguire Lisbon storie con costanza e simpatia :-)

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    4. Allora se ti sei convinto a visitare il Museu fai un altro piccolissimo sforzo e da un'occhiatina al Planetario. Biglietto d'ingresso € 4,00.

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  7. Mi vengono in mentre le prime 3. Quindi direi "panzona ignorante"...Non male.

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  8. Quando penso a Belem penso alla luce, al mio averla scelta per la mia seconda volta a Lisbona come luogo dove alloggiare. E poi penso a quella mattina in cui mi sono infilata le scarpe da running e ho corso a Belem; di tanti km percorsi correndo quelli sono indimenticabili.

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