giovedì 26 aprile 2012

ALLE PORTE DEL SOLE



Se come me cominci ad avere ahimé una certa età, sicuramente ricorderai “Alle porte del sole”, un grande successo di Gigliola Cinquetti dei primi anni 70 che naturalmente non c'entra niente con Lisbona. Ma ho il fondato dubbio che chi l'ha scritta sia stato in (e sia stato ispirato da) uno dei belvedere più famosi della città: il miradouro das Portas do Sol.

Sono andato spesso in questo bel miradouro incastonato tra i quartieri Alfama e Castelo, da cui si gode una vista mozzafiato su tutto il versante orientale della città: Santa Engrácia col suo Panteão, il monastero di São Vicente de Fora e tutti i tetti di Alfama disordinatamente eppur così armoniosamente incastonati sulle propaggini più basse della collina fino a lambire il Tago, che è lì, davanti a te, in tutta la sua maestosità.

Fulcro del miradouro è sempre stato un chioschetto con una esplanada (che sarebbero i tavolini), attualmente gestito da una brasiliana simpatica come un'emorroide, che ti serve con la stessa riluttanza di chi fa un'elemosina, forse perché sa che sedersi a uno di quei tavolini è un'esperienza così piacevole che passi sopra pure alla sua cafonaggine. Poi magari ti capita, oltre al mendico poliglotta che importuna i turisti, il simpatico gruppetto di capoverdiani o giù di lì che suonano la morna e che sono davvero molto bravi, e allora dimentichi tutti i torti subiti nella vita e ti godi lo spettacolo gratuito (a meno che tu non voglia gettare una moneta nell'apposita custodia di chitarra aperta davanti ai loro piedi).

Ma volendo hai anche l'opzione fighetto: un paio di anni fa hanno inaugurato un mastodontico parcheggio sotterraneo adiacente al miradouro, evolutissimo (parcheggi la macchina su un'apposita pedana e la tecnologia fa tutto il resto) ma bruttissimo. Cosa ha fatto il Comune per lenire l'impatto visivo e trasformare questa scatola di cemento in attrazione? Semplice: ha dato la concessione per aprirvi sopra un bar con terrazza. E adesso, per tutto il giorno ma soprattutto all'ora dell'aperitivo, stuoli di sfaccendati si sdraiano sulle sue poltrone di fronte al Tago e ordinano qualcosa in questo very cool bar Portas do Sol.

Ma torniamo al miradouro propriamente detto. Devo confessare che ho capito il perché della sua denominazione solo qualche mattina fa, quando sono uscito molto presto (le otto?) dalla mia nuova casetta dislocata lì vicino. Il miraduro era deserto, ma mi sono trovato a tu per tu con il sole che si stava stiracchiando i raggi: la luce, riflettendosi sul Tago, inondava il cielo, le case, i tetti, la calçada, i pochi passanti, tutto. E mi sono detto: chissà se Ungaretti è mai stato a Lisbona. Perché, al pari di chi ha scritto “Alle porte del sole”, anche lui si sarebbe potuto benissimo ispirare a questo posto quando scrisse la sua poesia “Mattino”. Dice esattamente quello che ti succede: t'illumini d'immenso.

8 commenti:

  1. grande articolo, bravissimo.. e lisboa sempre

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    1. Grazie mille, chiunque tu sia... e Lisboa sempre! :-)

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  2. Leggendo della brasiliana non ho potuto che sorridere ripensando a quanto e' stata cafona anche con me :)
    Ho scoperto il tuo blog solo stasera e un articolo alla volta me lo sto leggendo tutto...e mi sembra di essere li e rivivere i colori, i profumi e le sensazioni.
    Complimenti e continua a scrivere cosi, forse, i 40 giorni che mi separano da Lisbona saranno un po meno nostagici...obrigada :) jessica

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    1. Ah ah ah! La brasiliana miete vittime :-)
      Grazie, Jessica, mi fa piacere che i miei post ti ricordino la tua permanenza a Lisbona. Continuerò a fare del mio meglio, prometto!

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  3. Concordo su tutto! barista brasiliana e meravigliosi musicisti capoverdiani, compresi... Mi farò una passeggiata mattutina da quelle parti!
    Grazie: un articolo stupendo ! :)

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  4. Grazie a te, Monica!
    E comunque devi sicuramente fare una passeggiata mattutina da quelle parti. Non è un consiglio, è un ordine! :-)

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  5. La farò, la farò...sem duvida! per fortuna non abito troppo distante...siamo quasi vicini, dunque, ma ancora per poco, ahimé! tra un mesetto ci trasferiremo da Lx
    já estou cheia de saudades :(

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