venerdì 24 febbraio 2012

GITA IN BATTELLO



Sei al verde ma vuoi fare un giro nel blu? Cioè: sei a corto di soldini ma vuoi comunque vivere un'esperienza profondamente lisboeta, di quelle che i pendolari dell'altra parte del blu del Tago vivono due volte al giorno e a cui sono assuefatti? Un'esperienza a pelo d'acqua e, per te che non l'ha mai vissuta, intessuta di divertimento? Fatti una crocierina di venti minuti su un cacilheiro.

I cacilheiros (pron. casigliairush) sono i battelli che solcano le placide acque del Tago collegando alla capitale i centri dell'outra banda, la sponda sud dell'estuario. E prendono il nome proprio da una di queste località, Cacilhas, quella che rimane di fronte al Terreiro do Paço, la piazza affacciata sul Tago. Fino al 1966, anno di costruzione dello scenografico ponte XXV Aprile, erano l'unico modo per raggiungere i sobborghi transfluviali; tuttavia, a nove lustri di distanza e nonostante l'intenso traffico che caratterizza il ponte, i cacilheiros continuano a essere ampiamente utilizzati dai pendolari. Tre sono le stazioni fluviali sul lungotago lisboeta (Terreiro do Paço, Cais do Sodré e Belém) da cui partono battelli o catamarani che vanno in ordine sparso a Cacilhas, Barreiro, Trafaria, Montijo, Seixal e Porto Brandao, località a me totalmente sconosciute tranne la prima.

Per accedervi è sufficiente passare la famosa card LisboaViva, la tessera per muoversi in città, davanti al lettore ottico del porto fluviale, superare i tornelli e dirigersi ai moli, tenendo presente che, per effetto dei tagli governativi, da qualche settimana i prezzi sono aumentati e le corse diminuite. Sia come sia, i cacilheiros restano sempre una valida alternativa per chi non vuole fare le turistiche crociere nell'estuario del Tago ma vuole sentire l'atmosfera della gente vera che si alza all'alba bestemmiando e torna a casa dopo il tramonto senza nemmeno più la forza di bestemmiare.

Io porto sempre i miei amici che mi vengono a trovare a fare un giretto in cacilheiro. Tornano tutti eccitati ed entusiasti. Come si fa a rimanere indifferenti davanti alla placida città che ti scivola davanti rimpicciolendosi poco a poco e lasciandoti distinguere i miradouros, il castello, la cattedrale il Panteão e le casette affastellate sui colli e sotto il sole dell'Atlantico? E poi, al ritorno, in compagnia dei gabbiani che ti sfrecciano accanto, vedere di nuovo Lisbona la bella rinascere dall'acqua, come una Venere che si risveglia dalla spuma del Tago, e nel frattempo sentire l'odore salmastro del fiume mischiarsi alla puzza del carburante sputata fuori dal tubo di scarico dell'amico cacilheiro.

4 commenti:

  1. parli sempre com carinho de Lisboa, è come sentire parlare bene di mia madre. grazie

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    1. Parlare com carinho de Lisboa mi viene naturale.
      Grazie a te!

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  2. Un viaggio in battello per andare dall' altra parte del fiume è sempre un piacere: la prima volta che ho fatto il viaggio non mi sembrava possibile che costasse così poco:
    A Porto Brandao ho mangiato il pesce in un ristorante in riva al fiume e preso il sole guardando la città sull' altra riva.

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    1. Io un paio di volte sono stato al Ponto Final a Cacilhas: pranzare davanti alla distesa del Tago e avere sott'occhio Lisbona che ti si stende di fronte non ha davvero prezzo (ma l'arriz de tamboril sì, ed era pure caro).

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