mercoledì 14 agosto 2013

I MANGIATORI DI LATTUGA




Lunedì: lattuga. Martedì: lattuga. Mercoledì: lattuga. Eccetera eccetera. Perché la lattuga, a Lisbona, oltre che nei piatti è nell’anima. E nel nome. Infatti i lisbonesi sono noti anche come…

Se gli abitanti di Porto sono tripeiros (mangiatori di trippa), in riferimento a un episodio storico ben preciso, i lisboetas sono alfacinhas, da alface, che è appunto la lattuga. Volendo essere ancora più specifici, si definisce alfacinha chi è nato e cresciuto a Lisbona e alfacinha de gema (gema è il tuorlo d’uovo) chi è lisboeta da almeno tre generazioni. Quindi io, anche se mangio molta insalata, non sono né l’uno né l’altro.

Mentre ti starai chiedendo il perché di questa denominazione, la cui origine si perde nella notte dei tempi, ti immagini turgidi cespi di lattuga (nome botanico: lactuca sativa) con foglie tagliate e servite come contorno a un bel piatto di baccalà. E in effetti, benché la lattuga da queste parti sia decisamente croccante e succulenta, anche nella bettola più fetente, ciò non basta a spiegare l’origine dell’espressione, nebulosa ben più di uno spruzzo d’acqua dal nebulizzatore per tener fresca l’insalata. E infatti in proposito se ne leggono e sentono di tutti i colori: credo che la castroneria più grossa che mi sia capitata sotto gli occhi sia che deriverebbe dalla forma di Lisbona, che ricorda un cespo di lattuga: que disparate, che stupidaggine!

Accurate ricerche effettuate su internet e soprattutto smaronando i miei amici lisbonesi (Eduarda in primis, che si è prodigata in maniera esemplare) mi ha portato a qualche risultato. Prima di tutto pare abbastanza vero che fino a pochi decenni fa, a differenza di altre regioni del Portogallo, il contorno tipico a base di lattuga anziché di riso e patate suscitasse lo scherno dei nortenhos (i settentrionali, rudi come il loro clima), che sottolineavano la natura gracile e sciocchina dei lisboetas che preferivano farsi riempire il piatto di inconsistente ed economica lattuga anziché di cibo più concreto. Poi, ravanando nei meandri della storia e dell’aneddotica, ho scoperto altre chicche.

Alface è una parola di chiara derivazione araba, così come evidentemente la pianta che designa: un modo per i nortenhos per sottolineare dispregiativamente la natura moresca dei lisbonesi. Infatti i settentrionali utilizzano anche il termine “mouro” (moro, arabo) per indicare gli abitanti della capitale, un po’ come fanno i nostri settentrionali meno dotati quando utilizzano il termine “terrone”.

La spiegazione più convincente dell’origine del termine è quella secondo cui la popolazione di Lisbona sia sopravvissuta ai vari assedi del periodo arabo mangiando unicamente insalata, l'unica risorsa disponibile entro le mura. Tale designazione è stata poi consacrata anche dalla grande letteratura portoghese, quella che si studia a scuola, a partire dal settentrionale Almeida Garrett, lo scrittore cui è dedicata la principale via dello shopping della città, in pieno Chiado, che nell’opera “Viagens na minha terra” ("Viaggi nella mia terra") scrive: “Pois ficareis alfacinhas para sempre, cuidando que todas as praças deste mundo são como a do Terreiro do Paço...” ("Quindi resterete lisbonesi per sempre, avendo cura che tutte le piazze di questo mondo siano come quella del Terreiro do Paço").

Oggi il cespo di lattuga è talmente radicato nell’immaginario collettivo lisboeta che si trova dappertutto: sulle tavole, nel logo del Centro Comercial das Amoreiras, che raffigura un cespo di lattuga a forma di cuore, e naturalmente nelle bocche dei lisboetas, sia sotto forma di salubre contorno, sia sotto forma dell’orgogliosa affermazione: “Sou alfacinha”.

9 commenti:

  1. Ehhh lo sapevo che valeva la pena aspettare questo post!!! Grande come sempre Graz!
    Hai dimenticato la categoria degli "Alfacinhas da alma" :)
    ehhh, guarda che nn sono toppo buona, sono kattivissima!!! ;D

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    1. Grazie, Monica :-)
      Non conoscevo l'espressione "afacinha de alma", ma lasciami indovinare: si riferirà alla gente come noi, innamorati persi di Lisbona?

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  2. beh...non la conoscevi perché è appunto una mia invenzione... però ci sta, no? appunto per noi innamorati persi della città alfacinha... :D

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    1. Burlona! :-)
      Però è vero, ci sta: siamo tutti alfacinhas de alma!

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  3. Attendevo da tempo questo post, che mi incuriosiva sapere per bene il motivo di tale nomignolo. Interessante. Io mi ero fatta un'altra idea seguendo una logica altrettanto interssante, evidentemente sbagliando. La toponomastica mi ha tradito: si passa da Campo Grande, Campo Pequenho, Rua do Alecrim, Campo de Cebolas, solo per citare i più noti. C'era (forse ancora c'è) un negozio in pieno centro di "sementes para hortas e jardins"..... Supponevo quindi che in passato la zona fosse nota nel Paese in quanto centro di mercati e smistamento degli ortaggi e da qui il bel "nickname"..!! Cosa ne dici ? Ho invece trovato un interessante parallelismo con quanto affermi: sappi che abito all'estermo nord Italia ( fa conto Chaves, Bragança o Ponte de Lima, per capirci ). Ebbene, gli italiani più a sud, non necessariamente meridionali, già è sufficiente Vicenza o Bergamo, noi li chiamiamo "Salate" ( Insalate ). Sia chiaro, non è offensivo come certi altri termini che qui non cito, più che altro è una presa in giro. Interessante vero?

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    1. ciao anonimo,
      interessante quello che dici.
      Ma forse più che centro di smistamento, sarà stato luogo di coltivazione...considera che anticamente gli ortaggi non viaggiavano per centinaia di km per esser consumati e neanche per decine, suppongo... causa trasporti più lenti e metodi di conservazione a dir poco assenti! La rima non era voluta ma la lascio :) CIAO!

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    2. Ciao a entrambi
      in effetti i vari Campos (Grande, Pequeno, Entre) potrebbero essere stati immense campagne fuori città (visto che all'epoca erano fuori città, e pure parecchio), così come il Campo das Cebolas un appezzamento per la coltivazione delle cipolle. Mi devo documentare. Però naturalmente non potrebbero essere loro l'origine del nomignolo: tutti gli insediamenti umani, a partire da quando abbiamo smesso di mangiare bacche e radici, sono sempre stati circondati da campagne!
      Carino il parallelismo con le "salate". Di dove sei, anonimo, altoatesino?

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    3. Al confine tra le province di TN e BZ. Sempre a proposito di lattuga ve ne racconto un'altra che però nulla c'entra con Lisboa o con questo blog, ma credo sia interessante.

      Allo scoppio della Grande Guerra, nel 1914, i nostri vennero mandati al fronte in Galizia con l'uniforme da Kaiserjäger (cacciatori dell'Imperatore). No, non la Galizia oltre il Rio Minho, ma quella oggi in Ucraina, i dintorni di Leopoli/Lemberg/Lvov per l'esattezza. Come sapete l'Impero era formato da varie etnie e lingue. Ebbene, i nostri per capire di che lingua fossero i commilitoni e quindi per sapere se potevano fermarsi a chiacchierare, appena incontravano qualche plotone con la stessa uniforme gridavano: - "Salata" - . Se la risposta era uguale era segno che si trattava di vicini di casa e ci si poteva intrattenere.

      Un caro saluto da un "alfacinha de alma".

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    4. Non sapevo che ci fosse anche una Galizia in Ucraina...
      E quindi, "salata" sia!

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