sabato 19 maggio 2012

UMA SEDIA PORTUGUESA



E pensare che mi ci ero seduto centinaia di volte, le avevo viste migliaia di volte, ci avevo preso caffè, mangiato caracois e pastéis de nata, pranzato e cenato, passato pomeriggi interi a leggere, spettegolare o semplicemente godermi gli spettacoli che avevo di fronte (Tago, città, gente); insomma, ci avevo tenuto miliardi di volte le natiche poggiate sopra e non me n'ero mai accorto. Le sedie, le sedie portoghesi!

Quando il mio architetto mi ha suggerito di mettere le sedie portoghesi nel terrazzino della mia nuova casetta dell'Alfama, sono caduto dalle nuvole. Possibile che non avevo mai notato che le sedie e i tavolini delle esplanadas portoghesi sono tutte uguali e, soprattutto, diverse da quelle del resto del mondo? E, mal me ne colga: possibile che non mi ero mai reso conto che sono dei gioielli di design che non hanno niente da invidiare ai modelli di Le Corbusier o di Cassina?

La cadeira portuguesa potrebbe essere una case history di cui parlare nelle scuole di design e architettura. Progettata negli anni Cinquanta da un oscuro artigiano (Gonçalo Rodrigues dos Santos) di un'oscura fabbricuccia di periferia (la Arcalo di Algés, località costiera a qualche chilometro da Lisbona), non fu mai brevettata. Per qualche decennio questa sedia fu considerata alla stregua di un'erbaccia: cresceva dove c'erano bar e caffè. Ma negli anni Ottanta cominciò a essere sostituita dalle nuove arrivate di plastica. Fino a quando si decise, circa quindici anni fa, di riutilizzarle per arredare gli spazi del maestoso Centro Cultural de Belém. Ciò suscitò l'interesse della prestigiosissima rivista italiana di arredamento Domus, la bibbia del design in tutto il mondo, ed eccoti la sedia portoghese guadagnare improvvisamente fama e onori. E tornare nelle strade e piazze della capitale, grazie anche a un'ordinanza comunale che decretò a baristi e ristoratori l'obbligo di adottarla nelle esplanadas.

E quindi adesso la cadeira portuguesa, fabbricata da varie aziende perché Gonçalo non la brevettò, pullula in tutto il Portogallo. E fa bella mostra di sé nel terrazzino della mia bella casettina con vista Tago, tetti e panni stesi dell'Alfama (v. foto).

10 commenti:

  1. Super interessante! E chi ci avrebbe mai fatto caso... Eppure effettivamente quelle sedie sono un po' ovunque a Lisbona! Notizia molto curiosa.. Appoggio totalmente l'idea di farla entrare nelle Università come Case Study. E chissà poi magari diventa una moda europea!

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    1. Ciao Lucrezia, e benvenuta su Lisbon storie!
      Hai visto? Uno tante volte ha un oggetto prezioso sotto gli occhi e non se ne accorge :-)

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  2. ti consiglio questo posto, se non ci sei mai stato https://www.facebook.com/lostin.esplanada

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    1. Grazie della dritta, rokkinoh
      in effetti avevo già sentito parlare di questo posto ma non ci sono mai stato. Ma adesso non ho scuse, non posso esimermi:-)
      Tra l'altro hai inconsapevolmente anticipato l'argomento di uno dei miei prossimi post: le esplanadas di Lisbona. Stay tuned!

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  3. Ciao! Ho scoperto il tuo blog solo stamani! Complimenti, ho vissuto a Lisbona 6 mesi e mi è rimasta nel cuore! Mi piace leggere di questi posti.
    Anche io ho scritto un po' di cose, se ti va passa! ;)

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    1. Ciao Mercoledì, e benvenuta su Lisbon storie.
      Dici che Lisbona ti è rimasta nel cuore? Che strano :-)

      Grazie per i complimenti, vado subito a visitare il tuo blog. E continua a seguire Lisbon storie. Ho ancora tante storie da raccontare.
      Bjs

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  4. In effetti anche io nn ci avevo fatto caso!
    Geniale! E complimenti per il bolg: muito engraçado!

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    1. Grazie mille, Monica!
      E benvenuta su Lisbon storie :-)

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  5. Muito bem!! eu alias bem sabia que as cadeiras asim sao proprias da minha terra!! e tambem eu so agora descobri este blog;

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    1. E entao bem-vindo! :-)
      E com certeza sabes que muitos portugueses nem sabem que estas cadeiras sao mesmo portuguesas... Mas é normal: como costumam dizer, santos de casa nao fazem milagres :-)))

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