venerdì 4 maggio 2012

CIELO, CHE CIELO!



Il cielo di Lisbona è il più bello del mondo, e non si discute. Non m'interessa se sei stato in Africa, in Australia o a Monculo: vieni a Lisbona e poi dimmi, anzi taci. Dove trovi una luce così intensa, netta e perfetta? Dove trovi riverberi così ampi e luminescenti? E soprattutto, dovi trovi una luce così cangiante a seconda dell'ora del giorno, della stagione e dell'umore delle nuvole?

Qui di solito il cielo è azzurro, di un azzurro avvolgente e tranquillizzante (hai presente la cromoterapia?), ma se hai abbastanza sensibilità e non ti lasci distrarre dai pastéis de nata, riesci a cogliere tutte le modulazioni cromatiche che si susseguono sulla tua testa. L'oceano è vicino, la luce è quella del meridione, l'immenso specchio del Tago riflette e diffonde particelle luminose che s'insinuano in ogni dove mentre la calçada bianca restituisce amplificandola la luce che generosamente piove dal cielo.

Ma non voglio essere monotono, dal momento che nemmeno questo cielo lo è. Cambia. È nuvolo? Screziature di grigio, di plumbeo e di argenteo si sovrappongono scambievolmente con sorprendente rapidità, sospinte dal vento poderoso dell'oceano. Nebbia? Una luce bianca e soffusa circonda tutto e se per ventura dovesse aprirsi uno squarcio, allora come in un quadro dell'apocalisse vedi il raggio di sole che si fa strada nello scenario che hai davanti, sguinzagliando tutti i colori.

Ma le esperienze cromatiche sono tante. C'è il cielo completamente rosa che ho visto in un crepuscolo di novembre: prima del tramonto, per alcuni minuti tutto ciò che avevo davanti agli occhi si ammantò di una fiabesca e intensa tonalità rosa. Invece un'altra volta, in un mattino di gennaio, rivolto a occidente, su una quinta ancora oscura, vedevo prender forma timidamente la luminosità del giorno, e tutti i colori svanirono, per farmi vedere un panorama in bianco e nero come in una foto di Cartier-Bresson che si stagliava su un fondo ceruleo. E poi che dire dei tramonti visti dal miradouro de Santa Catarina, quando la luce viene spinta a ovest, verso l'oceano, dal blu che preme da oriente?

Ma l'esperienza cromatica più incredibile l'ho vissuta un maggio di dieci anni fa, quando avevo preso l'abitudine di fare jogging, scendendo dal mio alloggio accanto alla bellissima ma sconosciuta Tapada das Necessidades, sul lungotago da Alcântara a Belém. Un pomeriggio il cielo era incerto, e mentre correvo sul lungofiume cominciarono a scendere spruzzi di pioggia leggera leggera. Avevo il sole di fronte, verso l'oceano, dove il cielo era arancio dietro nuvole mobili e sfilacciate. Poi mi voltai: dietro c'era il ponte XXV de Abril, sormontato da un vistoso arcobaleno che si rifletteva sul Tago che a sua volta sembrava restituire a quel cielo capriccioso tutti i suoi colori, tutti. Non avevo mai visto uno spettacolo così. E ti giuro, non mi ero fatto nessuna droga.

6 commenti:

  1. oggi ho fatto una foto e sono rimasta sbalordita, sembrava photoshoppata. ah, il cielo di lisbona! spero mi capiti l'arcobaleno sul tejo.

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    1. Ecco, dillo, ché c'è che non ci crede!

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    2. quando al mattino apro la finestra e dalla mia mansardina tra i tetti di Lisbona vedo questo cielo... mi riconcilio con il mondo!

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    3. Vero, Silvana: il cielo di Lisbona ha anche questo potere :-)

      E benvenuta su Lisbon storie!

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    4. Obrigadinha!
      un grazie a te per questo appassionato blog!

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