domenica 19 febbraio 2017

LISBON STORIE E ALTRE (LISBON) STORIE


Se Lisbon storie fosse una religione, il suo primo comandamento sarebbe: “Non avrai altro Lisbon storie all'infuori di me”. Ma siccome si tratta di un blog orgogliosamente ateo, e quindi aperto al pluralismo, non stupisce che esista un omonimo culto dedicato alla dea Olisippo che oltretutto va a braccetto con il blog che stai leggendo.

Eh sì, "Lisbon storie" è anche un bel documentario scritto, diretto, realizzato, montato, in altre parole fatto in casa da vecchi amici di Lisbon storie, cioè il blog che stai leggendo. Tutto ha inizio qualche anno fa, quando Daniele Coltrinari, Luca Onesti e Massimiliano Rossi, tre ragazzi pieni di idee, di progetti e di entusiasmo, decidono di raccontare Lisbona attraverso le testimonianze degli italiani che vi si sono trasferiti per una qualunque ragione: per lavoro, per amore, per scommessa col futuro. E ne è venuto fuori un lungometraggio, "Lisbon storie" appunto, che già sta facendo il giro dei festival d'Europa per raccontare la storia di quell'attore, di quella musicista, di quel professore, di quella studiosa, di quel giornalista, di quell'artigiana, di quell'imprenditore e tanti altri personaggi che a Lisbona hanno trovato, tra alti e bassi, il proprio eden personale e professionale. È un racconto corale narrato con leggerezza e passione, un collage di (Lisbon) storie che si snodano per circa un'ora che ti dispiace passi così in fretta. Perché se sei uno che Lisbona la ama già visceralmente ti ci ritrovi, ti senti capito nella tua passione per la città, se invece sei uno che Lisbona magari nemmeno sa dove sia ti mette voglia di conoscerla quanto prima perché -ti chiedi- com'è possibile che ci siano persone così rapite da una città, da questa città?

Naturalmente il nome "Lisbon storie" non è stato borseggiato al blog che stai leggendo, ma è stato gentilmente richiesto dai tre autori/registi/montatori del film, che ritenevano -giustamente- che fosse il nome che più si attagliava alla loro creatura. E allora che fai, non glielo concedi? È così che il nome del blog e del suo autore (cioè del sottoscritto) compaiono all'inizio dei titoli di coda del film nel quale sarei dovuto entrare anch'io, che pure non dimoro stabilmente a Lisbona ma continuo a fare la spola con Roma. Infatti in un uggioso pomeriggio d'aprile fui intervistato dai tre giovincelli, ma il microfono trovò più interessante la rauca voce del vento che imperversava sul Miradouro das Portas do Sol anziché la mia. E dal momento che sarei ripartito di lì a poco, non fu possibile ripetere l'intervista. Amen.

Ma oltre a "Lisbon storie" (film), 'sti benedetti ragazzi che una ne pensano e cento ne fanno hanno altre cose nel carniere e in cantiere. Nello specifico, un po' di anni fa Daniele e Luca hanno creato il blog Sosteniamo Pereira, ormai famoso tra i lusofili, che si avvia a un rinnovamento. Inoltre, i due hanno di recente pubblicato il libro “C'era una Volta in Portogallo”, originale e singolare resoconto della Volta a Portugal, il giro ciclistico che percorre tutto il Portogallo, da quello più mondano e scintillante a quello più profondo e appartato, e che loro hanno seguito coi mezzi più improbabili incontrando persone e raccogliendo storie. In più, "Lisbon storie" in questi giorni diventa anche una rubrica fissa sulla webzine Linkiesta, con interviste a coloro che non sono entrati nel film. Insomma, la religione Lisbon storie ha sempre più adepti: andate (a Lisbona) e moltiplicatevi, per parafrasare quel famoso personaggio.

2 commenti:

  1. La sintesi (del nome del blog) paga sempre :)
    Avevo sentito da Luca delle disavventure durante le riprese, come spiegazione per il fatto che mancavi dal doc. Spiaciuta ancora...:(
    Un'abbraccio

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    Risposte
    1. Quindi conosci Luca e il resto del terzetto? Ma dai!
      Beijinhos!

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