Se Lisbon storie fosse
una religione, il suo primo comandamento sarebbe: “Non avrai altro
Lisbon storie all'infuori di me”. Ma siccome si tratta di un blog
orgogliosamente ateo, e quindi aperto al pluralismo, non stupisce che
esista un omonimo culto dedicato alla dea Olisippo che oltretutto va
a braccetto con il blog che stai leggendo.
Eh sì, "Lisbon storie" è
anche un bel documentario scritto, diretto, realizzato, montato, in
altre parole fatto in casa da vecchi amici di Lisbon storie, cioè il
blog che stai leggendo. Tutto ha inizio qualche anno fa, quando
Daniele Coltrinari, Luca Onesti e Massimiliano Rossi, tre ragazzi
pieni di idee, di progetti e di entusiasmo, decidono di raccontare
Lisbona attraverso le testimonianze degli italiani che vi si sono
trasferiti per una qualunque ragione: per lavoro, per amore, per
scommessa col futuro. E ne è venuto fuori un lungometraggio, "Lisbon
storie" appunto, che già sta facendo il giro dei festival d'Europa
per raccontare la storia di quell'attore, di quella musicista, di
quel professore, di quella studiosa, di quel giornalista, di
quell'artigiana, di quell'imprenditore e tanti altri personaggi che a
Lisbona hanno trovato, tra alti e bassi, il proprio eden personale e
professionale. È un racconto corale narrato con leggerezza e
passione, un collage di (Lisbon) storie che si snodano per circa
un'ora che ti dispiace passi così in fretta. Perché se sei uno che
Lisbona la ama già visceralmente ti ci ritrovi, ti senti capito
nella tua passione per la città, se invece sei uno che Lisbona
magari nemmeno sa dove sia ti mette voglia di conoscerla quanto prima
perché -ti chiedi- com'è possibile che ci siano persone così
rapite da una città, da questa città?
Naturalmente il nome "Lisbon storie" non è stato borseggiato al blog che stai leggendo, ma
è stato gentilmente richiesto dai tre autori/registi/montatori del
film, che ritenevano -giustamente- che fosse il nome che più si
attagliava alla loro creatura. E allora che fai, non glielo concedi?
È così che il nome del blog e del suo autore (cioè del
sottoscritto) compaiono all'inizio dei titoli di coda del film nel
quale sarei dovuto entrare anch'io, che pure non dimoro stabilmente a
Lisbona ma continuo a fare la spola con Roma. Infatti in un uggioso
pomeriggio d'aprile fui intervistato dai tre giovincelli, ma il
microfono trovò più interessante la rauca voce del vento che
imperversava sul Miradouro das Portas do Sol anziché la mia. E dal
momento che sarei ripartito di lì a poco, non fu possibile ripetere
l'intervista. Amen.
Ma oltre a "Lisbon storie" (film), 'sti benedetti ragazzi che una ne pensano e cento ne fanno
hanno altre cose nel carniere e in cantiere. Nello specifico, un po'
di anni fa Daniele e Luca hanno creato il blog Sosteniamo Pereira,
ormai famoso tra i lusofili, che si avvia a un rinnovamento. Inoltre,
i due hanno di recente pubblicato il libro “C'era una Volta in Portogallo”, originale e singolare resoconto della Volta a
Portugal, il giro ciclistico che percorre tutto il Portogallo, da
quello più mondano e scintillante a quello più profondo e
appartato, e che loro hanno seguito coi mezzi più improbabili
incontrando persone e raccogliendo storie. In più, "Lisbon storie" in
questi giorni diventa anche una rubrica fissa sulla webzine
Linkiesta, con interviste a coloro che non sono entrati nel film.
Insomma, la religione Lisbon storie ha sempre più adepti: andate (a
Lisbona) e moltiplicatevi, per parafrasare quel famoso personaggio.
La sintesi (del nome del blog) paga sempre :)
RispondiEliminaAvevo sentito da Luca delle disavventure durante le riprese, come spiegazione per il fatto che mancavi dal doc. Spiaciuta ancora...:(
Un'abbraccio
Quindi conosci Luca e il resto del terzetto? Ma dai!
EliminaBeijinhos!
E adesso? Tutto finisce qui? Passerò l'intero mese di agosto a Lisbona e sto leggendo tutti i post. Per fortuna ne rimangono ancora, ma mi dispiace che finiranno. Come mai?
RispondiEliminaUhm... Dici che devo riprendere a scrivere? Non sei l'unico/a a dirlo... Ci penserò ;-)
EliminaGrazie!
Lo dico si, spero.
EliminaI find the idea of a documentary about Lisbon stories told through Italian perspectives very interesting.
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