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Amare qualcuno o qualcosa non
vuol dire accettarne acriticamente tutti gli aspetti e le sfumature, ma è anche
coglierne e tollerarne le sfaccettature ributtanti che vi si insidiano
inevitabilmente, come accade in ogni elemento dell’universo. Così è per me Lisbona: la
amo, l’adoro, ma quando c’è qualcosa che non mi piace, non mi tiro indietro di
fronte all’evidenza. Sì, sto parlando del Cristo Rei.
Quell’enorme monolite di cemento
alto un’ottantina di metri, che ricorda tanto una bara in posizione verticale
con una cavità oblunga, sormontato da qualcosa che dovrebbe aspirare a essere
una statua, deturpa in maniera irrimediabile da più di mezzo secolo l’altra
sponda del Tago (a outra banda), peraltro già compromessa nella zona di
Trafaria da anonimi insediamenti industriali. La statua o presunta tale in
questione è quella del Cristo Rei, che si ispira nemmeno tanto velatamente a
quella più famosa (e altrettanto orripilante) di Rio de Janeiro. In verità, per
quanto brutto, quest’ammasso cristiforme non raggiunge mai le vette di ripugnanza
superate da quell’aborto dalla forma simile che sovrasta la bellissima costa e
il bellissimo paese di Maratea (Italia), che sembra vomitato da una divinità
maligna nel pieno di una crisi epilettica.
Però, se c’è qualcosa di divino
nella statua del Cristo Rei, è l’emozionante panorama che offre sul Tago e su
Lisbona: immagina di essere lì sopra, e di fronte a te si stende la sinuosa
Olisippo bagnata dall’eterno fiume in un tripudio di azzurro intenso, e per di
più senza la vista dell’obbrobrio che si erge sotto i tuoi piedi. Che, duole
dirlo, ha una storia interessante. Una storia fatta di beghine analfabeti, di
prelati entusiasti e di una guerra scampata: la Seconda Guerra Mondiale, non propriamente
una scaramuccia, da cui il Portogallo si tenne fuori.
I vescovi fecero voto di
costruire una statua simile a quella di Rio se le atrocità della guerra, che
già infuriava in Europa, avessero risparmiato il Portogallo. Che poi, se il
Portogallo è stato risparmiato dalla guerra non è grazie all’intercessione
divina, ma alla decisione di Salazar di restare neutrale, ovviamente per
calcoli politici e non per magnanimità. Fatto sta che il conflitto, come da
copione, non raggiunse la Lusitania e quindi, a seguito di una enorme colletta per
grazia ricevuta fatta tra le beghine del Portogallo, alla fine degli anni
Quaranta fu posata la prima pietra e alla fine degli anni Cinquanta il
catafalco fu inaugurato. E ora sta lì, a imperituro ammonimento delle atrocità
che una guerra può fare anche indirettamente.
E visto che ormai il danno è
fatto, tanto vale andarci. Come? Facilissimo: prendi un cacilheiro fino a
Cacilhas e poi sali sull’autobus 101, che ti porta dritto alle porte del
monastero costruito ai suoi piedi. Prendi l’ascensore che ti porta in vetta, rifatti
gli occhi e poi scendi. Prima di pensare di distruggerlo a picconate, però, da’
anche a me il tempo di andarci: non ci sono mai salito.
Ricordo che è la prima cosa che ho visto di Lisbona: dall' aereo in fase di atterraggio. La mia vicina di posto lo indicava orgogliosa, incurante ( o forse per darmi conforto...religioso) del fatto che fossi agitatissima per mia paura di volare ( e dell' altezza in generale! ) Insisteva perché mi sporgessi verso il finestrino per ammirarlo...l'ho odiato all'istante! ;-)
RispondiEliminaHai notato solo quell'acrocco e non hai notato tutto il resto (la città, il Tago, l'oceano, etc. etc.)? Dovevi essere ben nervosa!
EliminaIo, per fortuna, non l'ho visto, quindi di Lisbona continuo ad avere un ricordo straordinario!
RispondiEliminaFrancesco, impossibile non notarlo! Evidentemente eri talmente obnubilato dalla bellezza di Lisbona che ti è passato inosservato.
EliminaAhhhh post divertentissimo! :D
RispondiEliminasì in effetti la vista è impagabile da lassù... pure per me, che soffro l'altezza... ma che vento!!! Ecco, eviterei di andarci in inverno, come ho fatto io! ;)
Infatti io mi sa che ci andrò fra qualche giorno. Ti farò sapere ;-)
EliminaMi conforta vedere che altri come me SOFFRINO LE ALTEZZE :D Io ho le vertigini pure in piedi su una sedia, e ODIO prendere l'aereo. Odio "volare". Ma come dice Grazianom, quando scorgo Lisboa, il Tejo e finanche il CRISTO ORRENDO dal finestrino (dal lato piú "interno" del corridoio, ci mancherebbe) mi sento subito meglio :)
RispondiEliminaOttimo come sempre Grá! ;)
Grazie, Marco, gentile come sempre :-)
EliminaAhaha
RispondiEliminaNon immaginavo che potesse essere così fastidioso per il gusto di qualcuno.
Dai, per me non è così orrendo...diciamo che mi è indifferente!
Certe sere quando lo vedo da alcuni scorci di Ajuda, illuminato con in cielo la luna piena, è anche un po' scenografico :)
Mah, di notte, sotto la luna, nascosto dalle lucine del ponte, occultato dal buio... sì, può essere :-)
EliminaSono stata lì questa mattina. C'era un sole caldissimo e il vento. Da lassù invece ho sentito di toccare il cielo. E il Cristo teneva in mano il sole.
EliminaSiamo diversi...
Sono d'accordo sul fatto che non è molto bello da vedersi ma ormai, quel "corpo estraneo", è stato assimilato dagli anticorpi di Lisboa. Poi, andare su e potere avere una visione ampia del paesaggio toglie davvero il fiato. Come già detto, evitare di andare in giornate ventose.
RispondiEliminaE' vero, come dice Graziano, che fu Salazar ad evitare il coinvolgimento del Portogallo nella WWII. La cosa curiosa è che ha fatto leva sull'alleanza secolare che esiste(ancora oggi)tra il Portogallo e l'Inghilterra per poter svincolarsi dall'alleato "naturale" di regime che era Hitler. :)
Bravo, anonimo, vedo che hai studiato :-)
EliminaSe il Portogallo fosse entrato in guerra non avrebbe potuto esimersi dall'allearsi con gli altri fascisti d'Europa. Invece, chiamandosi fuori riuscì a creare una piccola oasi (oddio, oasi...) lontana dall'ecatombe. Presto Lisbon storie parlerà anche di questo. Prima però devo studiare anch'io :-)
Ehhh....già. Colpo gobbo di Dom Antonio. Bisogna dargli atto, questa gli riuscì bene, naquero così storie di spie anglo-tedesche, (non solo a Lisboa, anche le Colonie, Goa ad esempio era un ricettacolo di spie ed affari loschi tra tedeschi e anglo/britannici "a beira India".)
EliminaDa non dimenticare l'esodo forzato di molti ebrei che come meta avevano la stazione ferroviaria di Villar Formoso. Lì giunti erano praticamente in salvo. Ma l'essersi chiamati fuori contribuì anche ad inasprire nei decenni successivi quello "splendido isolamento" che fece ed in parte ancora fa incuriosire molti sul "pequenho rectangulo", ma che fu fatale per perdere il treno dello sviluppo (almeno come lo consideriamo noi occidentali).
Gran bel post, se avevo dei dubbi ora sono sopiti. Sei proprio un mangiapreti di prim'ordine! Giudizio personale: non un gran che, quell'opera. Ma da alfacinha de alma non posso che accettare ed amare anche i difetti.
Un saluto dal "grande nord". D'Italia, s'intende.
Grazie mille, anonimo. Colto/a e anche simpatico/a :-)
EliminaGraziano, scusa se approfitto per un'informazione tecnica..sto per viaggiare a Lisbona e vorrei sapere se c'è una "card" che mi permetta di avere accesso sui mezzi della città (tram. metro, bus, funicolari e battelli), una sorta di "biglietto giornaliero" per salire sui mezzi senza ogni volta fare i biglietti. Grazie mille e complimenti ;)
RispondiEliminaCerto, anonimo. Appena arrivi in aeroporto vai in edicola (o in qualunque altra rivendita in città) e acquista la card Lisboa Viva o la 7colinas. Costano entrambe 50 cent e puoi ricaricarle con l'importo desiderato fino a 20 euro. E puoi utilizzarle dappertutto: su tram. metro, bus, funicolari e battelli. E attenzione a ricaricarla tempestivamente prima che il credito si esaurisca (il credito residuo viene visualizzato a ogni obliterazione): proprio ieri sul tram 28 ho visto i controllori scortati dalla polizia. Se ti beccano, sai che figura (e che multa)!
EliminaMuito obrigado Graziano ;)
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