sabato 24 marzo 2012

I BASSIFONDI DI LISBONA - 1



Una sola volta in vita mia mi sono sentito il personaggio di un film horror: quando mi sono ritrovato senza accorgermene in uno degli abissi di Lisbona. Quale? Te lo dirò domani. Intanto oggi ti parlo di questi.

Limitandomi alla città e tralasciando i sobborghi (non conosco quelli di Roma, figuriamoci quelli di Lisbona), ci sono alcuni quartieri della capitale da cui è bene stare lontani. Il più centrale è Intendente, fermata omonima della linea verde della metro. Io ci sono passato solo una volta di recente, dopo averne sentito parlare come se fosse un triangolo delle Bermude in cui sprovveduti avventori scompaiono senza che se ne ritrovi nemmeno una costola rosicchiata. È così facile da raggiungere che per anni la tentazione di recarmici è stata frenata solo dagli avvertimenti di Maria Zé, la mia prof di portoghese, che mi descriveva scenari di postriboli, spacciatori, drogati e ladri che non mi avrebbero lasciato uscire dal quartiere se non in mutande. Di recente però è partito un programma di risanamento che comincerà a dare i suoi frutti soprattutto agli investitori immobiliari che hanno scommesso sull'area.

A non molta distanza, sul versante ovest della collina del Castello, c’è la Mouraria, il caratteristico quartiere celebrato anche da canzoni di Amália Rodriguez e dei Madredeus: non è pericoloso, ma comunque incute un certo timore e richiede un minimo di prudenza, visti i brutti ceffi che vi si aggirano, anche se regala scorci di rara bellezza. Un altro posto da cui stare alla larga è Chelas (foto), fermata omonima della linea rossa della metro, dove si dice che nemmeno la polizia osi mettere piede. Zona troppo fuori mano per suscitare la mia curiosità, pare sia popolata soprattutto da persone originarie delle ex colonie africane che vivono evidenti situazioni di disagio. Come Cova da Moura, una vera e propria favela da letteratura sociale che però fa parte del comune di Amadora, quindi passo.

15 commenti:

  1. Come sempre, come in tutte le grandi città, c'è una periferia pericolosa, povera, oscura e violenta, dove si aggiusta la vita un'umanità emarginata, spesso sconfitta e, soprattutto, diversa. Un bel miscuglio di contraddizioni e speranze dove neanche lo stato s'avventura. Sono però pronto a scommettere che se c'è un posto dove si sperimenta realmente una qualche idea nuova di integrazione e convivenza sono proprio le periferie, e non gli sfavillanti centri storici delle grandi capitali.

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    1. Ciao anonimo
      dato per assodato che ci sono zone in cui non mi azzarderei ad avventurarmi da solo, non solo concordo con quanto dici, ma ti invito anche a dare un'occhiata qui: http://www.covadamoura.pt/
      è il sito della favela di Cova da Moura: degrado pesante ma anche tanta voglia di riscatto.

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  2. Sono curiosa di sapere quale sia stato lo scenario horror!
    Per quanto riguarda Intendente, tu che impressione hai avuto? A me non sembra così tragica la situazione: qualche prostituta e qualche spacciatore, ma niente scenari apocalittici. Nelle nostre città le zone "off limits" hanno ben altra caratura, a mio avviso.
    Per riallacciarmi col commento di Anonimo, volevo poi dire che anche per il risanamento della Mouraria e per gli investimenti di riqualificazione urbana ed ambientale dell'area, Lisbona ha vinto il premio di città vivibile 2012 dell'Academy of Urbanism.
    Chelas è un bairro social bruttino più che altro esteticamente, ma so che sono in atto progetti di riassestamento anche da quelle parti.
    Cova da Moura è una favela vera e propria, lì i problemi ci sono e sono seri (voglio vedere il documentario "Ilha da Cova da Moura") e lì difficilmente ci si va a fare un giro.

    Vorrei aggiungere infine che molto spesso qui l'aspetto dei quartieri non è indicatore reale della sua pericolosità: anch'io abito in una zona che può sembrare un tantino degradata (periferica e con palazzi diroccati e un sacco di ciganos), ma qui non succede mai nulla, nessuno ti scippa o ti spaccia droga (cose che possono succedere in zone più centrali). Specie l'urbanizzazione violenta degli anni '70 ha creato dei mostri che conferiscono un'aria poco rassicurante ai quartieri: delle mie amiche in visita si chiedevano appunto se alcune vie del mio quartiere fossero malfamate, cogliendomi di sorpresa perché io che ci vivo non lo avrei mai detto.
    Ad esempio mi è capitato anche di lasciare la macchina aperta per sbaglio e la mattina dopo l'ho sempre ritrovata :)

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    1. In effetti quando sono capitato nel Largo do Intendente mi sono detto: "Tutto qui?" Tieni conto però che adesso, con la nuova sede temporanea del Comune e altre inizative, il quartiere non è più quel luogo di perdizione di una decina di anni fa.
      In genere però è vero come dici tu, Lisbona è tutto sommato, anche nelle zone più difficili, molto sicura. Molto più per esempio di Roma, dove negli ultimi due anni le aggressioni e gli assassinii sono quasi all'ordine del giorno, e non solo a Tor Bella Monica o al Serpentone. E poi sì, Lisbona negli ultimi dieci-quindici anni ha bonificato molte zone più che degradate, a cominciare dal quartiere dell'Expo, che prima di diventare quello che è adesso era poco più che una enorme discarica.
      Diciamo che qui il degrado urbanistico non sempre coincide col degrado sociale.

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  3. Secondo me l'abisso é Casal Ventoso

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    1. Non mi guastare la sorpresa! :-)
      Di Casal Ventoso parlo nel prossimo post.

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  4. Salve a tutti! Io lo scorso Settembre sono stata a Cova Da Moura. Sono andata in compagnia di un ragazzo che vive li, si chiama Heidir e appare anche nel documentario che avete citato: "Ilha da Cova da Moura". Non è così pericoloso e terribile come si dice:)! Io sono una ragazza e sono uscita da quel quartiere da sola e con tutta la mia roba al posto giusto, macchina fotografica in mano compresa:). Ho vissuto per un po' a Lisbona e effettivamente ho notato che tutti tendono a denigrare quel posto e a descriverlo come una favela, ma nessuno è mai andato. E' sicuramente povero, molto povero, e degradato, ma è anche molto affascinante: sembra un piccolo mondo africano in cui ogni singola casa racconta la storia della famiglia che ci vive. C'è una scuola elementare all'interno e una associazione molto importante per la comunità di Cova da Moura che è il Moinho da Joventude. Heidir mi ha spiegato che per cercare di migliorare la situazione del quartiere si cerca di organizzare molti avvenimenti e corsi che vanno dai banali corsi professionali per i ragazzi che non hanno lavoro, a corsi di balli e musica africana (in particolare Capoverdiana) per i bambini in modo da rafforzare quella che è la propria cultura e allo stesso tempo provare a far uscire qualcosa di buono e bello da quel piccolo mondo chiuso in se stesso.
    Sicuramente comunque la notte non è consigliato, lo spaccio di droga è molto diffuso e non tutte le strade hanno la luce elettrica, quindi magari potrebbe diventare spiacevole trovarsi da solo in qualche vicolo chiuso e buio:)

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    1. Ciao Anonima
      benvenuta su Lisbon storie, e soprattutto grazie per la tua testimonianza, che conferma quanto detto nei commenti precedenti: in certe periferie, nonostante le condizioni difficili, c'è ricchezza di fermenti ed energie e tanta voglia di riscatto. Del resto, come tu ci dici, tante e avvincenti devono essere le storie personali e le saghe di famiglia di quelle persone sradicate da Capo Verde o dall'Angola e costrette a vivere ai margini di una capitale europea. Se hai altre esperienze in merito, mi (ci) farebbe molto piacere sentirle. Racconta pure!

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  5. Ciao!!!
    Scusate il ritardo! La storia di Cova da Moura credo che, a grandi linee, la conosciate..si trova nella città di Amadora, vicino ad una delle fermate del treno che da Lisbona conduce a Sintra. Amministrativamente risulta essere diviso tra la freguesia di Damaia e quella di Buraca e questo ovviamente non rende la gestione del quartiere molto facile.
    Ovviamente è un quartiere abusivo e nasce indicativamente nel 1974, subito dopo la rivoluzione dei garofani. E' abitato essenzialmente da capoverdiani, ma ci sono anche portoghesi, brasiliani, angolani...ecc.. .
    Non sto ad annoiarvi con il raccontare cosa c'era prima in quel posto, le varie proprietà e le varie vicende e proposte di demolizione più volte avanzate dal comune di Amadora.
    Dico semplicemente che probabilmente il nome deriva dalla presenza di una cava dismessa a nord del quartiere di cui ora non c'è traccia.
    La maggior parte della popolazione è giovane e questo può essere un aspetto positivo per una possibile riqualificazione.

    La riqualificazione di Cova da Moura è stato uno dei temi proposti all'ultima triennale di Lisbona, questo fa capire che comunque c'è un minimo interesse nei confronti di questo posto.

    Come ho detto al suo interno c'è una scuola, il livello di istruzione però è molto basso e il numero di abbandoni è ancora troppo elevato. Credo che questo sia dovuto al fatto che i bambini sin da piccoli vengano coinvolti nel lavoro dei genitori e nel mantenimento e controllo della casa e degli altri famigliari (fratelli più piccoli o nonni). Inoltre credo che, a causa delle varie discriminazioni, il confronto con i coetanei non sia sempre semplice.
    Per esperienza personale ho notato che a Lisbona e ad Amadora la maggior parte delle persone parla di Cova da Moura in maniera negativa. Come ho già detto ho vissuto a Lisbona per un po' e a Settembre sono ritornata per un paio di settimane proprio per fare delle ricerche su Cova da Moura. In quella circostanza mi è capitato di chiedere spesso informazioni sul quartiere ai miei vecchi amici e il risultato è stato solo una serie di leggende metropolitane.
    Mi sono stati raccontati avvenimenti di rapine violente, sparatorie, omicidi...tante cavolate.
    Solo una amica, capoverdiana ma residente a Lisbona, mi aveva parlato bene del posto, mi aveva detto che la gente era povera ma buona e che, come in ogni posto la delinquenza e la droga c'è, ma non tutti sono delinquenti! Mi aveva quindi consigliato di andare, di giorno, senza troppi soldi dietro, ma comunque di andare tranquillamente.

    Sempre per la mia ricerca ho chiesto delle informazioni alla Camara Municipal di Amadora (a proposito: la zona della Camara Municipal di Amadora, la fermata del treno, il centro commerciale davanti, a mio parere, è peggio di Cova da Moura) e le uniche risposte sono state: "è un quartiere abusivo, pericoloso ed è meglio non andare, queste sono le uniche cose che possiamo dire" .

    All'interno è pieno di stradine strette e tortuose, vicoli chiusi spesso non asfaltati. Le case appaiono disordinate e precarie. La maggior parte delle famiglie al proprio arrivo ha costruito autonomamente la propria casa che risulta essere pertanto lo specchio dei gusti della famiglia che ci vive, delle risorse economiche e della storia della famiglia stessa, in quanto ogni piccola aggiunta o cambiamento nella struttura della casa racconta un arrivo o una mancanza. La ridotta spazialità delle abitazioni spinge le famiglie a svolgere parte della propria vita all'esterno, nelle strade, il cucinare e il mangiare finiscono spesso per diventare quindi delle attività da fare in strada, in compagnia magari.
    Questo è uno dei motivi per cui i rapporti di vicinato e di solidarietà risultano essere molto forti.

    Vi informo anche che dal 2 al 7 Aprile a Cova da Moura ci sarà una grande festa:)

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    1. Ciao, Anomino (o anonima?)
      grazie per le tue informazioni così dettagliate che arricchiscono il nostro rovente dibattito su Cova da Moura :-) In effetti è interessante quello che dici, anzi mi piacerebbe saperne di più. Devo anche dirti che il tuo resoconto mi ha fatto venir voglia di fare una capatina da quelle parti anche perché, avendo visto una serie di documentari che ho trovato sul sito covadamoura.pt, immagino sia interessante capire le origini delle persone che vi abitano, il lavoro che fanno, la vita che fanno.
      E poi che Amadora (in cui non sono mai stato, lo confesso) sia brutta, non faccio fatica a immaginarlo: lo sento dire anche dai lisboetas :-)

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  6. Ciao Graziano sono stato a Lisbona 2 anni fa per 2 mesi e a quel tempo Intendente era sulla linea verde.Che fa in due anni hanno cambiato le linee della Metro???Comunque ti consiglio di fare un giro nel quartiere di Bela Vista per vedere una periferia urbana!!!Non brutto posto per vivere ma desolante dal punto di vista architettonico.

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    1. ... e tu mi fai diventare rosso di vergogna! :-)
      Hai ragione, Intendente è sulla linea verde, svista non da poco. Correggo subito!
      Grazie per la segnalazione e benvenuto su Lisbon storie.

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  7. Penso che si deve fare una GRANDE distinzione:
    - chi va nei posti come TURISTA
    - chi va nei posti per VIVERE
    La prima categoria ha sovente in sé un oceano di sognatori, che, ormai pagato il loro viaggio taaaaaaaaaanto atteso, messe energie e soldi a iosa, non può fare altro che trovare quasi solo ed esclusivamente lati positivi. Sarà il mistero della psiche umana, che davanti alla fine di in sogno, si aggrappa disperatamente all'illusione!
    Ho sentito gente dire "il traffico romano ha i suoi lati positivi... Il romano che bestemmia è folcloristico... " ed altre follie del genere!

    Evito accuratamente di fare riferimento a questa categoria di pazzi fuorvianti.

    La seconda categoria invece, chi vive sul luogo, sono le persone che, non intortate da una distorsione conscia o inconscia della realtà, esprimono un giudizio molto aderente alla situazione vera del luogo.
    Affidatevi a questi, anche per un breve viaggio, a maggior ragione se dovete trasferirvi a vivere in un posto.
    Quelli che vedono "la magia di un villaggio africano" in una città europea del 2016, sono pericolosi! Sono gli stessi che in una scazzottata tra tassinari napoletani vedono "il calore del Vesuvio e del solare popolo che lo abita"!

    Parola di chi in Portogallo ci vive da tempo, lo conosce a fondo, ed ha vissuto a lungo in tutta l'Europa.

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  8. Salve a tutti, mi sono trovato senza accorgermene in questo blog dedicato alla città che più amo al mondo, Lisbona.
    Ma un po', devo dirlo, adoro questa città perché sono di parte. In realtà sono per metà portoghese e la mia famiglia, da parte materna, vive al Nord, nella città di Porto e nella regione Trás-os-Montes e Alto Douro (zone bellissime e ricche di vigneti).
    Durante gli ultimi anni sono stato a Lisbona diverse volte, sempre come turista, e ogni volta ho scoperto dei posti incantevoli che non avevo mai visto prima.
    Interessandomi alla capitale portoghese e alla sua periferia, ho notato che il vero degrado si trova principalmente in alcuni "bairros de lata" del comune di Amadora, tra i quali spiccano il "bairro 6 de maio" e le baracche costruite lunga la "estrada militar" nella freguesia di Damaia, sempre ad Amadora.
    Negli ultimi anni il comune ha provveduto a demolire questi "bairros sociais" e dare alle persone degli alloggi migliori (v. per esempio il caso del Bairro de Santa Filomena).
    Nella Grande Lisbona c'erano diverse "favelas" di questo tipo (cfr. Google Street/Maps) le quali facevano apparire Couva da Moura come un quartiere meglio organizzato e non così povero come la gente della capitale usa descrivere.
    Fortunatamente la situazione è migliorata notevolmente nel corso degli ultimi anni, anche se qualche quartiere degradato c'è ancora (Bairro 6 de Maio - Amadora; Torrão 2 - Almada, ecc.).
    In generale è stato principalmente il comune di Lisbona a sistemare i suoi quartieri più degradati e, unitamente al comune di Loures, a sistemare la zona adiacente all'aeroporto.

    Ad ogni modo ci tengo a fare complimenti all'autore del blog in quanto quest'ultimo è proprio ben strutturato, interessante e descrive molto bene alcuni aspetti di Lisbona che il classico turista, in generale, tralascia.

    Jvan

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    1. Ciao Jvan
      ci credi che il tuo commento mi era sfuggito? Perdonami. E grazie mille per il tuo interessante contributo nonché, ça va sans dire, dei tuoi complimenti :-)

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