giovedì 12 dicembre 2013

PORTUNGLÊS


Ti racconto un aneddoto. Due gangues novaiorquinas (quindi degli EUA) si sfidarono a basqueta in una garagem, ma lì sotto faceva così caldo che la maquilhagem delle supporter in ganga si scioglieva come fosse impasto di panquecas. Tutto chiaro? Va be', te lo riscrivo in “italiano”.

Due gang newyorkesi (quindi degli USA) si sfidarono a basket in un garage, ma lì sotto faceva così caldo che il maquillage delle supporter in jeans si scioglieva come fosse impasto di pancake. Va meglio? Potrei proseguire, sai? Potrei dire che poi si misero a giocare a futebol, a lanciare bumerangues, ad andare in caiaque sull'Hudson, eccetera. Giusto per farti capire che molte parole straniere che noi italiani utilizziamo nella grafia originale e con una fonetica che fa inorridire i puristi, in portoghese vengono “portoghesizzate”.

È un po' quello che succede in Francia, dove l'Académie Française si prende la briga di ripulire i forestierismi e dargli quel tocco transalpino col nasino all'insù. In Portogallo per fortuna non arrivano a tanto, ché l'emerito Instituto Camões, che si occupa della divulgazione e della promozione della lingua portoghese nel mondo e in Portogallo, ha ben altro da fare. Non so perché ci sia questa consuetudine, ma un'idea me la sono fatta, e ho l'ardire di supporre che non sia nemmeno sbagliata.

La spiegazione plausibile potrebbe essere il fascismo di Salazar, oggetto di controversi sentimenti collettivi: come sappiamo, durante il ventennio anche nell'amata penisola italica tutte le parole e addirittura i nomi propri di illustri stranieri venivano storpiati fino ad assumere sembianze e assonanze italofone (Emanuele Kant o Biagio Pascal, per citare i più ridicoli). Lo stesso accadeva in Portogallo, dove una legge -peraltro in vigore fino a pochi anni fa- vietava di affibbiare nomi stranieri ai neonati, mentre un'altra imponeva l'”acclimatamento” delle parole forestiere. Quest'uso si va allentando negli ultimi anni, visto che i termini stranieri approdati più di recente in terra lusa conservano la loro grafia originale, quindi ne abbiamo abbastanza per corroborare la mia supposizione.

Perciò ricorda: i capelli si lavano con lo champô, quando vai in un ristorante francese mangi baguetas e omeletas, in uno italiano esparguetes con parmesão e se vai a Nova Iorque, negli EUA (Estados Unidos de America), puoi fare un piquenique a Central Park mangiando un bife, dei queque o addirittura sgranocchiando le rivoltanti pipocas (pop corn). Che choque, vero?

6 commenti:

  1. E rodoviaria dove la mettiamo??? :/

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    1. credevo che quella fosse l'origine.. anche se veramente il priberam mi dice rodovia: estrada de rodagem (come a dire ruotabile..) oopsss forse nn è inglesisimo!!! :/

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  2. Per non parlare di Andebol, hóquei, râguebi.... negli sport poi secondo me danno il meglio!!!
    A proposito, complimenti davvero per il blog, lo trovo interessantissimo (sono quasi le tre di mattina e lo sto leggendo da quasi 3 ore ormai!).
    Sto scoprendo un sacco di cose di Lisbona che davvero non sapevo anche se ormai la frequento da quasi vent'anni...
    Un gran bel lavoro, complimenti davvero, da oggi hai un nuovo lettore in più!

    Saluti
    Andrea

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    1. Ciao, Andrea!
      Grazie mille per i complimenti! Mi fa piacere che anche tu sia un "Lisbon addicted" ma soprattutto che d'ora in avanti ci sarà un altro "Lisbon storie addicted" :-)

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  3. e a camionete da carreira.............. è forte.

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