domenica 3 marzo 2013

INDIRIZZO PORTOGHESE




Quando ero piccolo e vivevo nel paesino abruzzese in cui nacqui, sulle cartoline che ricevevo da mia nonna spesso comparivano solo nome e cognome mio e di mio fratello, e poi direttamente il CAP e il paese, senza indirizzo. E arrivavano! Ecco, a Lisbona non sarebbero mai arrivate. Non per gli ovvi motivi che starai immaginando, ma per altri.

domenica 24 febbraio 2013

STRANE ABITUDINI A TAVOLA





Ci sono due o tre abitudini portoghesi che davvero non riuscirò mai a capire. Sono circoscritte all’ambito gastronomico, niente di che, ma mi lasciano ancora seriamente perplesso.

sabato 16 febbraio 2013

FADO, MEU FADO!





Se quando senti parlare di fado immagini vecchie sdentate e pelose avvolte nello scialle nero o vecchi avvinazzati che sputacchiano pezzi di tabacco, stai sbagliando di grosso. Il fado, a Lisbona e in tutto il Portogallo, vive un’eterna giovinezza che ha per lo più le belle sembianze dei ventenni che ne perpetuano la tradizione.

mercoledì 13 febbraio 2013

ARRENDITI, SEI CIRCONDATO (DI AZULEJOS)!





Devo confessarlo: la prima volta che mi trovai al cospetto di una chiesa interamente ricoperta di azulejos (per l’esattezza la Capela das Almas de Santa Catarina, a Porto,) rigorosamente azzurri mi scappò da ridere: non potei fare a meno di pensare alle piastrelle del bagno. Però poi, tornando serio, dovetti riconoscere che gli azulejos facevano comunque il loro effetto.

martedì 5 febbraio 2013

“DAGLI AL MARRANO!”




C’è un posto singolare nel placido Rossio lisboeta, a pochi passi dalla Ginjinha e dal teatro D. Maria. È il largo de São Domingos, oggi brulicante di turisti e africani, animato ma sereno benché teatro di uno degli eventi più sanguinosi della storia della città. Pochi ne sono a conoscenza, anche a causa della complicità dei libri di storia portoghesi che l’hanno a lungo ignorato. Però sette anni fa la Città di Lisbona ha installato una lapide che ricorda l’eccidio, frutto del fanatismo religioso e dell’inestirpabile antisemitismo, una delle peggiori malattie del genere umano.

domenica 27 gennaio 2013

QUANT’È GRANDE LA GRANDE LISBOA?



Fonte: qui

Parigi è circondata dalla banlieue, Londra dalla Greater London, Roma dalla terra dei burini, Lisbona dalla Grande Lisboa. Hai già capito dove voglio andare a parare, vero?

sabato 19 gennaio 2013

DELLE MELE E DELLE PERE




In uno dei miei ultimi voli Lisbona-Roma mi sono ritrovato accerchiato da una comitiva di pellegrini, per lo più signore di una certa età capitanate da un prete, che erano stati a Fátima e dintorni. Ho quindi innalzato la mia barriera protettiva invisibile, più spessa di quella che allestisco di solito, per evitare qualunque interconnessione con le due signore del gruppo che avevo oltre i miei gomiti. Però la barriera è crollata quando, mangiando i tocchetti di mela del cestino dello spuntino gentilmente offerto dalla TAP, la signora alla mia sinistra ha chiesto con tono contrariato a quella alla mia destra: “Ma che razza di mele sono queste?”. Non ho potuto fare a meno di intromettermi.

martedì 15 gennaio 2013

I FUSI ORARI DEL PORTOGALLO




In quinta elementare avrai sicuramente studiato che la Russia è attraversata da undici fusi orari e gli Stati Uniti da sei. Inoltre negli anni, praticando un po’ di geografia, a occhio e croce ti è parso che in Europa un fuso orario racchiuda in media una manciata di stati e staterelli. Quindi, se tanto ti dà tanto, dovrebbe essere ovvio che una nazione piccola come il Portogallo sia compresa tutta in un unico fuso orario. E invece…

venerdì 11 gennaio 2013

BORGHETTI DI GRAZIA




Se bighellonando per Graça ti vien voglia di svariare e di aggiungere altri motivi di diletto ai miradouros, ai giardini e ai pastéis de nata, sappi che il quartiere nasconde due gemme architettoniche che sicuramente non conosci. Ma sei perdonato: nemmeno molti lisboetas le conoscono. Sono una sorta di Garbatelle in miniatura che… Aspetta, sto correndo troppo. Certe cose vanno fatte con calma.

sabato 5 gennaio 2013

A CULO DURO




Chissà quante volte l’avrai ballato senza rendertene conto. Io l’ho sentito la prima volta a Roma in una notte dell’estate 2011. Ero al semaforo all’imbocco della Marco Polo e un’altra smart inchioda accanto alla mia: al volante una coatta di una ventina d'anni, truccata e pettinata come Lady Gaga, fuma e si specchia ascoltando un’inascoltabile musica ad alto volume e, cantando il ritornello della canzone (“oy oy oy – oy oy oy oy”), agita un braccio a mo' di lazo. Appena scatta il verde, butta la cicca e sgasa. Il mio primo pensiero? La speranza che si spiaccicasse come un insetto contro qualcosa: il rovello che un simile essere vivente potesse aggirarsi nel mio stesso sistema solare m’inquietava oltremisura.