Il mio secondo o terzo giorno in assoluto a Lisbona, più di dieci anni fa, trotterellavo per i vicoletti scoscesi e le gradinate della Mouraria, col fiato mozzato per via delle vedute e degli scorci che mi si presentavano davanti, ma anche per via delle salite e dei gradini che stavo facendo. All'improvviso mi ritrovai in un piccolo slargo circondato da case fatiscenti, tipiche del quartiere, e davanti a una di esse vidi un giovane prendere il sole su una sedia a rotelle. Non potei fare a meno di pensare che abitare in quel posto, accessibile solo a piedi, per lui doveva essere un vero problema.
venerdì 23 novembre 2012
martedì 20 novembre 2012
MACCHÉ PAN BAGNATO!
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Poiché si cominciano a vedere le
prime brume e piogge autunnali, e tu pensi che sia poetico e romantico
raccogliersi a tavola davanti a una pietanza calda e succulenta, ti faccio il
favore di farti credere che a Lisbona sia arrivata la stagione delle zuppe
fumanti e invitanti. Ma non è così, mi andava solo di prenderti per il naso.
sabato 17 novembre 2012
IL PORTOGHESE? SOMIGLIA AL BRASILIANO
Se a uno dei tanti decerebrati
che affollano il mondo chiedi che lingua si parla negli Stati Uniti, per quanto
decerebrato non ti risponderà lo statunitense; così come non ti dirà l’austriaco
nel caso dell’Austria, il belga nel caso del Belgio o il messicano nel caso del
Messico. Però se chiedi che lingua si parla in Brasile, molto probabilmente…
lunedì 12 novembre 2012
BAIRRO ALTO: VIETATO DORMIRE
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| Fonte: qui |
Prendi Trastevere by night,
epuralo dei coattelli in Woolrich con la panza flaccida e i piedi a papera,
sgombera le smandrappate che si conciano come battone credendo di sembrare
delle escort, silenzia gli “ahò” che irritanti echeggiano nell’aria; poi aumenta
di due terzi il numero dei locali e abbassane di due terzi i prezzi: sarai
ancora lontano dal replicare l’atmosfera festaiola ma rilassata, trasandata ma
glamour che pervade il quartiere più eccitante di Lisbona: il Bairro Alto.
venerdì 9 novembre 2012
PORTOGHESE PER ANALFABETI
Tempo fa, mentre me ne tornavo a casa passando per una stradina dell’Alfama, il mio sguardo fu risucchiato da quello di una signora molto avanti negli anni, ferma sull’uscio ad aspettare qualcuno con cui attaccare bottone. Io le dico bom dia, lei mi risponde bom dia e mi chiede, molto educatamente, se sono portoghese. Io le rispondo di no, ma che parlo portoghese. Allora lei, tradendo un po’ di pudore, mi chiede se posso aiutarla a decifrare i destinatari di alcune lettere che ha in mano “perché, vede, non so leggere”.
sabato 3 novembre 2012
O TERRAMOTO, O TERRAMOTO!
Una delle prime cose che ho fatto appena preso possesso della mia nuova casetta e averla arredata e corredata comme il faut in modo da non sfigurare su un ipotetico servizio su Casabella, è stato stipulare un’assicurazione che copra tutti i danni e tutti gli imprevisti, incluso quello che mi spaventa di più: il terremoto. Perché forse non lo saprai, ma le analogie di Lisbona con San Francisco non si fermano al ponte metallico, ai tram e alle colline ripide, ma continuano con la loro infelice predisposizione ai terremoti devastanti.
martedì 30 ottobre 2012
A SPASSO PER CAMPO DE OURIQUE
Impeccabili signore
cotonate che escono dal mercato con la spesa, signori avanti con gli anni che
si fanno dare una lucidata di scarpe dall’engraxador,
piccole squinzie alla moda che si parlano in uno stretto accento lisboeta, giovani madri sofisticate che
accompagnano i figli al parco giochi. Tutt’intorno, viali alberati, palazzi in
stile liberty (arte nova in
portoghese) e le immancabili pastelarias
piene di avventori, alcuni frettolosi altri più orientati all’ozio. Bem-vindo no Campo de Ourique.
sabato 20 ottobre 2012
IL RICHIAMO DEL CAUTELEIRO (E ALTRI AMBULANTI)
In un angolo profondamente lisboeta c’è una statua bronzea senza
piedistallo, discreta e piccolina, di cui quasi non ti accorgi e che anzi,
vista così di sfuggita, sembra l’ombra di un passante o addirittura di un
questuante un po’ spaesato. E invece è un omaggio a un mestiere umile e
popolare, ben radicato nell’anima della città, la cui voce fino a pochi decenni
fa risuonava nelle piazze e nei vicoli gridando: “Cautelas”.
sabato 13 ottobre 2012
IL NEGOZIO DEL CITTADINO
Sei in una qualsiasi città italiana e devi nell'ordine: passare all'ufficio imposte, rinnovare il documento d'identità, fare un salto alla motorizzazione, richiedere il passaporto, fare una voltura e cambiare operatore telefonico. Che fai? Bestemmi per tre o quattro mezze giornate. E naturalmente non risolvi niente. A Lisbona invece non funziona così. Funziona molto meglio, grazie alla Loja do Cidadão.
martedì 9 ottobre 2012
SAN BENEDETTO, L’ANTIQUARIO SOTTO IL TETTO
Il motivo per cui qualche anno fa esultai all’elezione dell'attuale pontefice fu che finalmente riuscii a tradurre quel São Bento cui è dedicata, oltre al palazzo del parlamento, una delle strade più importanti di Lisbona. Vedere infatti i giornali titolare “O novo papa é o Bento XVI” mi ripagò di anni di estenuanti quanto vani tentativi di comprensione. Poi, per quanto mi riguarda, sciolto l'enigma questo pontificato poteva finire pure il giorno dopo.
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