I tassisti di Lisbona
fanno razza a parte. Lo capisci appena poggi il piede in aeroporto,
terminal arrivi. Ti metti in fila e aspetti il tuo turno che non
arriva mai visto che non arrivano nemmeno i taxi. Se invece tu non
fossi lo sprovveduto turista che sei sapresti che ti basterebbe
recarti alle partenze per trovarti di fronte una legione di taxi ad
attenderti.
venerdì 23 dicembre 2011
giovedì 22 dicembre 2011
SALUTI E BACI
Quando in un contesto informale ti presentano
qualcuno tu cosa fai? Gli/le stringi la mano, giusto? Bene, se sei a
Lisbona resetta tutto e stai a sentire.
martedì 20 dicembre 2011
PORRA!
Dice Manoel, un mio amico
che parla la nostra lingua, che il termine “cazzo” è la virgola
di noi italiani, visto che ogni due o tre parole lo infiliamo nel
discorso. Verissimo. Anche i lusofoni però non scherzano. Non perché
utilizzino intercalari pornografici con la nostra frequenza –
riconosciamolo, forse noi italiani abbiamo il turpiloquio più facile
tra gli europei – ma per il tipo di esclamazione che esprime rabbia
o accesa contrarietà.
lunedì 19 dicembre 2011
AMÁLIA TI AMMALIA
Una volta, parlando con un sacrilego amico italiano
che ignorava l’esistenza di Amália Rodrigues e quindi mi chiedeva
chi fosse, una terza persona si intromise nel discorso e molto
sbrigativamente disse: “è una Mina portoghese”. Una Mina
portoghese?! Per lo sdegno mi si drizzarono i peli della nuca. Mina
è solo una cantante, peraltro abbastanza deludente visto che da
trent'anni ci rifila la stessa canzone credendo di camuffarla con
titoli sempre diversi. Amália è molto di più.
domenica 18 dicembre 2011
NATALE, IL BELLO DELLA CRISI
Se fino all'anno scorso capitavi a Lisbona per il ponte di Ognissanti e vedevi la città già piena di addobbi natalizi, non voleva dire che avevi sbagliato festa. Voleva semplicemente dire che eri capitato a Lisbona per il ponte di Ognissanti.
sabato 17 dicembre 2011
SPUTI
Le mie prime volte a Lisbona fui colpito dalla visione di uno sgradevole fenomeno sociale che accomunava vari strati della popolazione, dai giovinastri alle signore del popolino, dagli anziani agli impiegati statali: sputavano per strada. Più di una volta mi capitò di ritrarmi dal raccapriccio davanti a qualche signora attempata che emetteva suoni gutturali per poi tradurli in catarro o qualche altro liquido ed eiacularlo spiaccicandolo sulla calçada lisboeta (i sampietrini, per essere meno poetici).
venerdì 16 dicembre 2011
FICA
Quello dei falsi amici è un fenomeno molto noto tra chi conosce le lingue straniere. Si tratta di parole simili o identiche a quelle di un’altra lingua ma dal significato completamente diverso. Tra l’italiano e il portoghese ci sono molti “falsi amici”: burro ad esempio significa somaro, birra vuol dire capriccio, prego chiodo, esquisito strano e così via, fino ad arrivare al preferito da tutti gli italiani, che non appena lo sentono (o più facilmente leggono) cominciano a ridere sguaiatamente e a fare battute idiote da militari in libera uscita.
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