Dice Manoel, un mio amico
che parla la nostra lingua, che il termine “cazzo” è la virgola
di noi italiani, visto che ogni due o tre parole lo infiliamo nel
discorso. Verissimo. Anche i lusofoni però non scherzano. Non perché
utilizzino intercalari pornografici con la nostra frequenza –
riconosciamolo, forse noi italiani abbiamo il turpiloquio più facile
tra gli europei – ma per il tipo di esclamazione che esprime rabbia
o accesa contrarietà.
martedì 20 dicembre 2011
lunedì 19 dicembre 2011
AMÁLIA TI AMMALIA
Una volta, parlando con un sacrilego amico italiano
che ignorava l’esistenza di Amália Rodrigues e quindi mi chiedeva
chi fosse, una terza persona si intromise nel discorso e molto
sbrigativamente disse: “è una Mina portoghese”. Una Mina
portoghese?! Per lo sdegno mi si drizzarono i peli della nuca. Mina
è solo una cantante, peraltro abbastanza deludente visto che da
trent'anni ci rifila la stessa canzone credendo di camuffarla con
titoli sempre diversi. Amália è molto di più.
domenica 18 dicembre 2011
NATALE, IL BELLO DELLA CRISI
Se fino all'anno scorso capitavi a Lisbona per il ponte di Ognissanti e vedevi la città già piena di addobbi natalizi, non voleva dire che avevi sbagliato festa. Voleva semplicemente dire che eri capitato a Lisbona per il ponte di Ognissanti.
sabato 17 dicembre 2011
SPUTI
Le mie prime volte a Lisbona fui colpito dalla visione di uno sgradevole fenomeno sociale che accomunava vari strati della popolazione, dai giovinastri alle signore del popolino, dagli anziani agli impiegati statali: sputavano per strada. Più di una volta mi capitò di ritrarmi dal raccapriccio davanti a qualche signora attempata che emetteva suoni gutturali per poi tradurli in catarro o qualche altro liquido ed eiacularlo spiaccicandolo sulla calçada lisboeta (i sampietrini, per essere meno poetici).
venerdì 16 dicembre 2011
FICA
Quello dei falsi amici è un fenomeno molto noto tra chi conosce le lingue straniere. Si tratta di parole simili o identiche a quelle di un’altra lingua ma dal significato completamente diverso. Tra l’italiano e il portoghese ci sono molti “falsi amici”: burro ad esempio significa somaro, birra vuol dire capriccio, prego chiodo, esquisito strano e così via, fino ad arrivare al preferito da tutti gli italiani, che non appena lo sentono (o più facilmente leggono) cominciano a ridere sguaiatamente e a fare battute idiote da militari in libera uscita.
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